CHIUDI
TEMI PRINCIPALI
mercoledì, 15 agosto 2018

L’encefalopatia epatica è una condizione in cui il funzionamento del cervello peggiora a causa di una sopraggiunta incapacità del fegato di eliminare le sostanze tossiche presenti nel sangue.

Quando il fegato non è più in grado di smaltire le sostanze tossiche presenti nel sangue anche il funzionamento del cervello viene compromesso. La situazione che si instaura viene definita “encefalopatia epatica” e può essere sia una condizione acuta (in alcuni casi trattabile con successo), sia un problema cronico destinato a peggiorare progressivamente o a ripresentarsi a distanza di tempo. In entrambi i casi l’esito peggiore che si può attendere è il coma irreversibile, cui segue il decesso del paziente.
La causa esatta dell’encefalopatia epatica non è conosciuta, ma è noto che si tratta di un fenomeno associato a problemi epatici come la cirrosi o l’epatite o a situazioni in cui il sangue non riesce a fluire nel fegato. In questi casi nel circolo sanguigno possono accumularsi le sostanze tossiche (ad esempio alcuni farmaci, ma anche l’ammonio prodotto dalla digestione delle proteine) che normalmente vengono rese innocue dal fegato e che potrebbero danneggiare il cervello. I problemi a livello cerebrale possono comparire improvvisamente in persone che non hanno ricevuto una diagnosi di problemi al fegato, ma è più frequente che riguardino pazienti affetti da patologie epatiche croniche. Fra le condizioni che possono scatenare l’encefalopatia sono incluse la disidratazione, un consumo eccessivo di proteine, anomalie nel bilancio degli elettroliti (in particolare il potassio) associate a episodi di vomito, a trattamenti come la paracentesi o all’assunzione di diuretici, infezioni, disfunzioni renali, cali dell’ossigeno, interventi chirurgici o di bypass e l’assunzione di farmaci che sopprimo il sistema nervoso centrale (come i barbiturici o le benzodiazepine).

I sintomi

I sintomi possono comparire lentamente e peggiorare progressivamente, ma in alcuni casi appaiono gravi sin dall’inizio. Dato che l’encefalopatia può portare a stati di incoscienza è importante che chi presta soccorso a chi ne soffre sia in grado di riportare la sintomatologia ai medici, tenendo conto che questa condizione può manifestarsi con alito dall’odore dolciastro o stantio, alterazione dei ritmi del sonno, problemi nei ragionamenti, lieve confusione, perdite e annebbiamenti della memoria, variazioni dell’umore o della personalità, difficoltà di concentrazione o scarsa capacità di giudizio e peggioramento della capacità di scrivere a mano o di compiere piccoli movimenti con le mani. Altri sintomi più gravi includono movimenti anomali di mani o braccia, agitazione, eccitazione o crisi epilettiche, disorientamento, sonnolenza o stato confusionale, comportamenti inadeguati o forti cambiamenti di personalità, ridotte capacità verbali e movimenti rallentati.

 

 

FONTE HUMANITAS.IT