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venerdì, 14 dicembre 2018

IVREA (TORINO), 16 APR – Si è chiusa in tribunale, a Ivrea, l’udienza dedicata all’interrogatorio di Caterina Abbattista, a processo per concorso in omicidio e truffa. La donna, madre di Gabriele Defilippi, reoconfesso assassino della professoressa Gloria Rosboch e già condannato, col rito abbreviato, a 30 anni di reclusione, ha risposto alle domande di Stefano Caniglia, avvocato di parte civile, e a quelle dei suoi legali, Gianpaolo Zancan e Tommaso Levi, che hanno tentato di fare luce sulla situazione famigliare della Abbattista, a loro avviso succube del figlio violento. “Gabriele mi insultava e mi picchiava – ha detto la donna – se la prendeva con me perché non guadagnavo abbastanza e non riuscivo a dargli di più”. E’ accaduto che Gabriele picchiasse il fratellastro Claudio, “che interveniva per difendermi”, ha aggiunto Abbattista. “Nonostante tutto – ha concluso l’imputata – starò sempre vicino a mio figlio e non smetterò di volergli bene anche se devo ancora accettare quello che ha fatto”.

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