13 ottobre 11:12  |  Esteri

Papa gay adotta una bimba di 18 mesi e la uccide dopo due settimane

Adotta una bimba di 18 mesi e la uccide dopo due settimane. L’imputato ribatte e nega ogni accusa, ma il processo va avanti.  E’ diventato un caso nazionale la morte di una bimba di 18 mesi, figlia adottiva di una coppia gay residente a Cardiff, nel Galles.

Uno dei due genitori adottivi, il 31enne Matthew Scully-Hicks, è infatti accusato di aver commesso violenze ripetute durate diversi mesi sulla piccola Elsie fino a provocarne la morte.

L’uomo ha negato le violenze, ma le perizie effettuate dai medici dimostrerebbero il contrario. La notizia è riportata dai portali BBC e il Daily Mail che raccontano la triste vicenda. L’uomo, istruttore di fitness, trasferitosi in Galles insieme al suo compagno, un manager, è infatti accusato di aver provocato nella piccola Elsie ferite letali.

Era il 25 maggio 2016 quando l’uomo chiamò un’ambulanza per soccorrere la figlia adottata solo pochi mesi prima, dopo un lungo iter burocratico, sostenendo che fosse «fiacca e debole».

La piccola morì quattro giorni dopo per le ferite riportate, quando i medici  decisero di staccare i macchinari che la tenevano in vita. Gli esami successivi hanno evidenziato una serie di fratture e diversi lesioni al corpicino.

Gli inquirenti hanno sequestrato smartphone e tablet di proprietà dell’uomo, rinvenendo degli sms che lo inchioderebbero. In alcuni messaggi si legge, ad esempio, che «Si sveglia in continuazione, urla, ci perseguita, quella bambina è Satana e ci manderà all’inferno». Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe commesso violenze ripetute sulla piccola per diversi mesi prima della sua morte CONTINUA A LEGGERE