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Rifiuti, Regione apre scontro tra procure: il verbale choc

Audizione Commissione Anticamorra su Acerra: indagine sull’Arpac e polemica politica

Rifiuti, Regione apre scontro tra procure: il verbale choc

Inquinamento ambientale e Terra dei Fuochi rappresentano ormai un must per la politica campana. Una priorità da risolvere, forse tardivamente, esponendosi come mai accaduto in passato. Nelle ultime ore, c’è stata un’accelerazione in tal senso. Si è svolta un’audizione choc nella Commissione Antimafia che rischia di sollevare un polverone giudiziario e persino “intragiudiziario”, cioè uno scontro tra Procure sullo stesso scottante tema: l’inquinamento dei terreni di Acerra con presunte infiltrazioni camorristiche, collusioni istituzionali e responsabilità dell’Arpac su cui – a quanto trapela – verrà aperta un’indagine interna dalla Regione.

 Dopo “aver ricevuto questa notizia dal web” – così si legge nel verbale di cui Retenews24 è entrato in possesso – il presidente della Commissione di inchiesta Anticamorra del Consiglio regionale,  Gianfranco Valiante (Pd), e quello della Commissione di controllo sulle bonifiche ambientali e sulle ecomafie, Antonio Amato (Pd), hanno ascoltato due cittadini, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, ritenuti portatori di battaglie ambientaliste sul territorio. I due hanno denunciato presunti sversamenti e interramenti illegali di rifiuti tossici in diversi territori dell’acerrano e l’eventuale connessione con fenomeni patologici che avrebbero colpito cittadini e animali. “Nel 1996 mio padre era allevatore di ovini con allevamento a pascolo vagante – ha raccontato Cannavacciuolo -…l’azienda è stata messa agli inizi del 2003 sotto sequestro perché all’interno del latte degli ovini c’era altissima presenza di diossina. Negli anni 2001 e 2002 l’Arpac, la Sogin e l’Enea accertarono – ha proseguito – che su tutto il territorio acerrano c’erano diossina e metalli pesanti e fu deciso il divieto di irrigazione”. Nell’audizione si è fatto poi riferimento “a minacce da parte di soggetti che abbiamo denunciate” nonché “ad una dirigente Arpac che abbiamo trovata a fare il teste di parte del processo”. L’Arpac è stata chiamata in causa per un episodio in cui “c’era un pozzo dove attraverso una conduttura veniva gettata acqua all’interno del pozzo, utile a smaltire le sostanze tossiche” ma poi “l’Arpac nel 2012 ha fatto i prelievi ed ha detto che l’acqua era biologicamente pura”. Sull’insieme delle denunce ci sarebbe stata già archiviazione da parte della Procura di Nola. “Archiviazione sconcertante da parte di due pm..”, la stilettata riferita in Commissione.

 Nonostante ciò, si chiederanno nuove indagini. Pertanto, le Commissioni hanno deciso di aprire un’indagine amministrativa interna e di trasmettere l’intera documentazione alla Procura di Napoli, alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, al Prefetto di Napoli, al Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli e alla Commissione parlamentare di inchiesta sul Ciclo dei rifiuti.

Da par suo, l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano ha ricordato come “la Regione Campania affiancherà e lavorerà con il Comune di Acerra in quanto questo territorio ha ben 57 siti potenzialmente contaminati, i quali vanno indagati per procedere alla caratterizzazione dei materiali presenti e poi alle bonifiche”. Dura la polemica politica da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia, Luciano Passariello, che ha stigmatizzato come “la commissione sia stata incentrata sulla denuncia di questi due cittadini, non sull’inquinamento ambientale in generale: hanno lanciato accuse precise su nomi ed episodi, ma possiamo mai stare ad ascoltare che tutte le Istituzioni sono colluse mentre ci sono indagini in corso?”.

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