Chi almeno una volta nella vita si è trovato ad acquistare un’auto usata, sa che le spese del passaggio di proprietà sono piuttosto consistenti. Tuttavia, come ricorda il portale ‘StudioCataldi.it’, esistono dei modi per risparmiare. Si possono evitare di “scucire” almeno 100 euro effettuando la pratica entro i 60 giorni dalla conclusione del contratto con il venditore, effettuando tale formalità senza l’intermediazione di un’agenzia di pratiche auto.

Per poter effettuare il passaggio di proprietà della vettura, è necessario registrarlo all’Aci tramite la compilazione di un modello scaricabile dal sito e corredato dai seguenti documenti: certificato di proprietà, che certifica l’effettiva proprietà del veicolo; atto di vendita del veicolo che può essere rappresentato da una dichiarazione di vendita presente sul retro del certificato di proprietà recante la firma autentica del venditore e marca da bollo da 16 euro e dall’atto pubblico o sentenza in copia conforme all’originale, corredato da marca da bollo; nota di presentazione al Pra con l’indicazione del codice fiscale dell’acquirente. All’Aci vanno forniti inoltre la carta di circolazione del veicolo, che ha lo scopo di renderlo idoneo a circolare; il modulo TT2119 con cui si richiede l’aggiornamento della carta di circolazione che si può reperire presso gli uffici del Pra e della Motorizzazione civile, e copia di un documento di identità dell’acquirente.

Alcuni costi da sostenere sono però obbligatori, tra questi figurano: gli emolumenti Aci (27 euro), l’imposta di bollo per registrazione al Pra (32 euro), le spese per autenticare la firma (bollo da 16 euro e 0,52 euro per diritti di segreteria), i diritti motorizzazione civile (10,20 euro) e l’imposta di bollo per aggiornamento libretto di circolazione (16 euro). Infine, c’è l’imposta di trascrizione provinciale (Ipt), la spesa più sostanziosa, che varia in base alla potenza del mezzo e alla provincia presso il cui Pra il veicolo viene registrato.

Fonte: www.studiocataldi.it

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