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lunedì, 20 agosto 2018

“Non è mai facile parlare di chi non ti vuole bene – ha commentato Balotelli rivolgendosi a chi lo ha attaccato -. Non tutti ti capiscono fino in fondo, ma mi sono concentrato su chi mi ha aiutato. In un momento così ringrazio loro. Il discorso di quello striscione razzista (“Il mio capitano ha sangue italiano” ndr) è complicato. L’ho vissuto sulla mia pelle quando ero piccolo, mentre oggi non so se è razzismo o gelosia. Fa male. E’ ora che gli italiani si sveglino”. La fascia da capitano però non porterebbe pesi per SuperMario: “A me cambierebbe poco, sono in questa Nazionale per fare gol. Posso essere un esempio anche senza la fascia. Per gli altri, gli immigrati africani intendo, sarebbe invece un segnale forte”.
Senza squadra dal 30 giugno, Balotelli sta cercando la nuova avventura: “Ci sono poche squadre italiane perché Raiola chiede troppi soldi – ha scherzato -, ma se sono in Nazionale è perché sono pronto a giocare ad altissimi livelli. Mi sono ambientato molto bene in questo gruppo e voglio che la mia presenza sia positiva per tutti. Il mio sogno è il Pallone d’Oro e non mi arrenderò mai, provarci non fa male a nessuno”.
Il ritorno in Nazionale arriva dopo non essere stato convocato da Conte e Ventura. “L’idea del perché Ventura non mi abbia chiamato ce l’ho, ma la tengo per me – ha concluso Balotelli -. Ne abbiamo anche parlato, ma non ho capito le sue spiegazioni. La scelta di Conte invece fu giusta, non stavo bene fisicamente”.