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mercoledì, 15 agosto 2018

Bando di gara legittimo anche se prevede la gratuità della prestazione. Il Consiglio di Stato ha riformato una pronuncia del TAR Catanzaro che – in linea con le aspettative dei ricorrenti e con ogni ragionevole pronostico – aveva annullato un bando di gara contenente la previsione della gratuità della prestazione dell’appaltatore. Il caso di Catanzaro è approdato anche in Parlamento con l’interrogazione a risposta immediata in VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) presentata dal Deputato Arch. Serena Pellegrino.

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 03/10/2017 n° 4614

Il caso riguarda un Comune che aveva indetto una procedura comparativa per l’affidamento di servizi attinenti alla progettazione, prevedendo come basa d’asta il valore di un euro.

A fronte di un tale bando numerosi Ordini professionali erano insorti proponendo ricorso giurisdizionale, ed ottenendo l’accoglimento della domanda ad opera del TAR Catanzaro.

L’Amministrazione soccombente interponeva appello, dando così l’occasione al Consiglio di Stato di pronunciarsi sulla questione.

Come riporta altalex il Collegio, risolte alcune questioni procedimentali relative all’ammissibilità del ricorso di primo grado, è giunto rapidamente ad analizzare il punto centrale della vicenda: la possibilità di indire una procedura di gara che preveda la gratuità dell’offerta, salvo il rimborso spese.

Il ragionamento seguito dal giudicante si muove intorno: la definizione di “operatore economico”; la natura del contratto così strutturato da parte dell’Amministrazione. Da ciò, deduce il Consiglio di Stato, si evidenzia che per la nozione comunitaria di “operatore economico” non occorre necessariamente il perseguimento dell’utile LEGGI ANCHE