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sabato, 23 giugno 2018

sanita

 

 

 

 

A cura di Carlo Porcaro

Alcuni stereotipi, ma anche spunti innovativi, che fanno di Napoli una città eternamente interessante. Cosi l’hanno trovata i giornalisti della rivista Stern nel viaggio in città tra apsetti folcloristici e questione serie. Ecco alcuni passaggi: “La temperatura preferita della città? Bollente!. Nessuna sorpresa. Alle sue spalle si trova il Vesuvio. E mentre le persone lavano le strade, nel quartiere della camorra combatte per il cambiamento un prete in scarpette da ginnastica. Quando si attraversa via Pignasecca, sembra di essere in mezzo ad un set cinematografico. Nella strada del mercato, sita nel centro antico, urla la venditrice di verdure con le labbra rosse seduta su di una Vespa, mentre passa un’acquirente con mezza dozzina di sacchetti di plastica appesi al manubrio di uno scooter e tre bambini aggrappati in sella con lei. Poco oltre un macellaio, con la faccia di stoica di un Frankestein cucina in un bollitore interiora, che successivamente appenderà ad una struttura mobile con finestre per vendere la sua mercanzia (o trippajuol’ ). Nell’aria si odora il sapore dei carciofi in padella, che un venditore prepara sul suo grill mobile. La sua pubblicità sono tre uomini anziani che si propongono in un concertino mentre dei ragazzini si divertono a colpire ripetutamente dei sacchetti dell’immondizia presenti sulla strada. Nella ressa di persone mi sento persa, in questa fiumana di genti, tra bar sempre strapieni. C’è anche un magazzino di merci sintetiche cinesi illuminato a neon, scrive Daniela Horvath. Poi c’è il passaggio politico. “Il sindaco della speranza. A Napoli tutto è in moto permanente. Motorini e macchine tutte ammaccate si muovo per le sinuose vie del centro e della parte superiore della città, per poi andare verso la direzione opposta e muoversi verso il mare. Questa città si gira su se stessa.  Declino e crescita si alternano a Napoli come le maree. Negli anni si sono susseguite le emergenze rifiuti che hanno stesso una sorta di mantello puzzolente sulla città, poi è arrivato un giovane nuovo sindaco, l’ex magistrato anti corruzione Luigi de Magistris, che ha portato nuove speranze. Appena dopo la sua elezione ha pedoalizzato il Lungomare Caracciolo restituendolo alla città, così che ogni fine settimana la gente possa andare lì per stare insieme.Illusioni che si fanno e che si disfano, come che il nuovo inquilino del Municipio abbia serie possibilità di combattere contro la mafia. Tutti sono consapevoli che la Camorra, ha tessuto una fitta tela a Napoli come un parassita, il che significa che controlla quasi ogni angolo della città, nonostante le ottime intenzione del nuovo sindaco”. Nonostante tutto, esiste il gene napoletano della sopravvivenza. “Nella scura libreria di Edgar Colonnese, uno dei luoghi più antichi della zona, c’è l’essenza dell’arte partenopea della sopravvivenza. Odora di cellulosa, colla e polvere, libri e foto occupano ogni angolo del locale. Colonnese, un uomo sulla quarantina, con i capelli scompigliati, si difniscie a sua volta uno scrittore, un uomo che vive di vibranti dibattiti e che accompagna i suoi scelti visitatori. È conoscitore dell’etica napoletana, farcela senza arrestarsi. Così come suo padre. Testi di Goethe, Dickens, Malaparte und Andersch e tra questi vi è anche un giovane autore locale. “Pizza, Pulcinella e mandolino, i clishe partenopei vanno sempre” dice Colonnese. “In realtà saremmo dovuti essere morti da molto tempo, ma in realtà possediamo questo straordinario gene della sopravvivenza”. Ecco il link: http://mobil.stern.de/reise/europa/city-trip-neapel-und-taeglich-gruesst-der-feuerberg-2104164.html?mobil=1