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sabato, 17 novembre 2018

Si complica ulteriormente la posizione giudiziaria del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi. La Repubblica scrive che la procura di Agrigento avrebbe contestato altri due reati nell’ambito dell’inchiesta relativa al blocco dello sbarco della nave Diciotti della Guardia Costiera italiana che aveva a bordo oltre 150 migranti salvati nel Mar Mediterraneo. Oltre ai reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio, Salvini e Piantedosi dovranno rispondere anche dei reati di sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti d’ufficio.

Altri due reati

Il sequestro di persona a scopo di coazione, spiega Repubblica, viene contestato perché secondo la Procura di Agrigento che coordina l’inchiesta, Salvini avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull’Ue per la ridistribuzione dei migranti, mentre l’omissione di atti d’ufficio è stato preso in considerazione dagli inquirenti perché i due indagati avrebbero ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando quello di Catania solo come scalo tecnico e impedendo lo sbarco delle centinaia di migranti a bordo per giorni. Dell’eventuale processo al ministro dell’Interno Matteo Salvini si occuperà, in caso di rinvio a giudizio, il tribunale dei Ministri e non quello della giustizia ordinaria. Potrebbero volerci alcuni mesi per arrivare a una soluzione del caso.

fonte: Fanpage