mercoledì, 29 marzo 2017
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Chiamate da numeri anonimi? Ecco i metodi per risalire al nome

L’incubo delle chiamate anonime potrebbe essere finito.  Con alcune nuovissime applicazioni sarebbe infatti possibile risalire all’identità (o almeno al numero telefonico) del chiamante anche se questo appare come sconosciuto sul display del cellulare. Sebbene, al contrario di quanto avviene per la telefonia fissa, per la telefonia mobile non esistono degli elenchi pubblici che contengono i numeri di cellulare dei cittadini, non mancano tuttavia diverse risorse che rendono possibile la predetta operazione. Come spiega il portale StudioCataldi, basta avere una connessione internet disponibile e il gioco è fatto.

La cosa più semplice (anche se non è la più efficace) è quella di tentare la strada di Google. Spesso, infatti, involontariamente o intenzionalmente i numeri di cellulare finiscono su internet, magari tramite social network, siti internet, blog, forum e così via. Vale quindi la pena tentare di avvalersi del principale motore di ricerca, con la speranza di trovare in un batter d’occhio una risposta alla propria domanda. A tal fine, basta inserire il numero di telefono sconosciuto sulla barra di ricerca Google e premere invio. Fatta questa operazione, sullo schermo appaiono delle pagine che contengono la cifra digitata: se si tratta di un numero di telefono, sarà sicuramente quello che stai cercando. Se si tratta di codici o, peggio, se non compare nessuna coincidenza di numeri, bisognerà trovare altre strade.

Facebook – Una di queste è Facebook. Si è detto, infatti, che talvolta i numeri di cellulare vengono inseriti sul web tramite i social network. A tal proposito va aggiunto che tale evenienza si verifica specialmente se si utilizza Facebook. Tale social è spesso associato al numero di cellulare dei suoi utenti che, se le impostazioni privacy lo permettono, può per tale tramite divenire pubblico. Se, quindi, il numero di telefono è di un utente Facebook che lo ha lasciato tra le informazioni pubbliche del proprio profilo, associarlo ad una precisa persona è agevolissimo. Basta accedere al social network e inserire il numero sulla barra di ricerca: il nome e il cognome potrebbero apparire subito. Se però il chiamante non è iscritto a Facebook o ha deciso di mantenere riservato il proprio numero di telefono, anche questo tentativo risulterà vano.

Elenchi collaborativi – Un’altra strada è rappresentata dagli elenchi collaborativi. Si tratta, infatti, di database che sono costituiti dagli utenti degli stessi, i quali vi inseriscono i numeri associandoli a un determinato chiamante. Sono strumenti utili in particolare se si vuole conoscere in anticipo se chi ci ha provato a contattare lo ha fatto per scopi pubblicitari che non sono di interesse. Proprio esperienze di telemarketing selvaggio, infatti, inducono le “vittime” a partecipare alla redazione di simili elenchi. Ad esempio, a tal fine si può utilizzare “Chi chiama”. Basta cliccare e inserire il numero nella casella di testo presente al centro dello schermo. Se il numero è presente nell’elenco, si apre la scheda contenente i dettagli dello stesso e i commenti lasciati a proposito dagli utenti. Molto simile a Chi chiama è “Tellows”: il meccanismo è lo stesso e al sito si può accedere cliccando qui.

Elenchi volontari – Altri elenchi, invece, sono dei veri e propri elenchi volontari creati dai possessori di cellulare al fine di creare un database utile non tanto per difendersi da chiamate indesiderate, quanto per soddisfare il classico scopo degli elenchi telefonici: associare un nome a un numero. I più famosi sono “Jamino” e “Dive3000”. Entrambi richiedono la registrazione, previa indicazione dei propri dati personali e del proprio numero di cellulare. In tal modo si viene anche inseriti nell’archivio, con la conseguenza che non solo si potrà cercare il numero di qualcuno o scoprire a chi appartiene il numero che ci ha chiamato, ma si potrà anche essere rintracciati con facilità. Ad essi si affianca “Truecaller”, utilizzabile sempre previa registrazione ma anche sotto forma di di App per Android, iOs e Windows Phone.

Fonte: StudioCataldi.it

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