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sabato, 22 settembre 2018

ROMA, 13 MAR – La Corte Costituzionale ha respinto le dimissioni del giudice Nicolò Zanon e in questa fase vale per lui l’autosospensione. Dopo tre ore di camera di consiglio, la Corte ha rigettato la richiesta di lasciare la toga che Zanon, indagato per peculato d’uso, ha presentato per “rispetto dell’etica istituzionale e della Corte”; e nel contempo ha preso atto della sua volontà di sospende la partecipazione ai lavori del collegio. L’autosospensione implica uno stop di massimo sei mesi dalla funzione, non dallo stipendio. Finché non si chiarirà la sua posizione, Zanon non parteciperà alle udienze della Corte. La vicenda che ha coinvolto Zanon, torinese, 57 anni, prende le mosse da un’indagine della Procura di Roma e riguarda l’utilizzo dell’auto blu. Vettura di servizio, ritiene la Procura, e quindi “bene esclusivo” del giudice assegnatario, che invece sarebbe stata utilizzata in più occasioni, per spostamenti propri, dalla moglie di Zanon, Marilisa D’Amico, costituzionalista e avvocato, che non è indagata.

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