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giovedì, 15 novembre 2018

Novità per i giovani che vogliono diventare avvocati. Scattano i corsi obbligatori.

Le commissioni riunite Giustizia e Bilancio della Camera dei Deputati hanno espresso un parere positivo in merito al decreto del Ministero della Giustizia che introduce diverse novità per l’accesso alla professione forense. La riforma dell’iter formativo per diventare avvocati diventa concreta.

Avvocati: approvate nuove regole.

Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, infatti, è arrivato anche il via libera delle commissioni incaricat.

Non sembrano esserci più dubbi sull’approvazione del decreto del Ministero della Giustizia il quale stabilisce che i giovani laureati in Giurisprudenza prima di iscriversi all’albo professionale – previo il superamento del tanto temuto esame – dovranno seguire dei corsi di formazione oltre al tradizionale tirocinio.

Il decreto n°1540

È la legge n°247 del 2012, nell’articolo 43, a stabilire che, oltre al tirocinio svolto presso uno studio professionale, chi aspira a diventare un avvocato iscritto all’albo debba frequentare obbligatoriamente – e con profitto – un corso di formazione “tenuto da ordini e associazioni forensi” per un periodo non inferiore ai 18 mesi.

Ad oggi però manca ancora un regolamento che ne sancisca le “modalità” e le “condizioni”, ed è per questo che è molto importante che il decreto del Ministero della Giustizia venga approvato al più presto.

Corsi obbligatori e a pagamento. Tutte le novità

Le novità che hanno portato a questo cambio di decisione sono state:

  • previsti dei requisiti più rigorosi per l’accreditamento dei soggetti legittimati all’organizzazione dei corsi di formazione;
  • migliorati i contenuti dei corsi, con la previsione dell’insegnamento delle tecniche per la redazione degli atti giudiziari e sulle novità del processo telematico;
  • i corsi, i quali dovranno essere organizzati tenendo conto delle linee guida fornite dal CNF, saranno organizzati sulla base di moduli semestrali;
  • niente numero chiuso, ogni tirocinante avrà la possibilità di accedere ai corsi.

Confermata invece la previsione delle verifiche intermedie per la valutazione del percorso di formazione.

Il loro svolgimento sarà correlato al percorso formativo “effettivamente svolto” e saranno strutturati in test a risposta multipla così da assicurare dei criteri uniformi di valutazione per tutto il territorio nazionale.

Le proposte delle commissioni

Le commissioni che hanno analizzato il testo del decreto hanno avanzato alcuni suggerimenti. Ad esempio, la proposta del Ministero è di far organizzare i corsi dagli ordini e dalle associazioni forensi, mentre la richiesta delle commissioni è di includere anche le scuole di specializzazione per le professioni legali.

Un altro aspetto di discussione riguarda l’iscrizione ai corsi: ricordiamo infatti che spetterà ai tirocinanti sostenere i costi necessari per le spese di gestione e per i compensi dei docenti.

A tal proposito le commissioni riunite Giustizia e Bilancio hanno suggerito di prevedere delle borse di studio in modo da favorire l’iscrizione per i tirocinanti che si dimostreranno più meritevoli e per quelli con maggiori difficoltà economiche.

Sempre le commissioni consigliano di predisporre delle linee guida chiare con le quali garantire a tutti il diritto al contenimento dei costi.

Ala fine del corso i candidati devono superare delle verifiche strutturate in test a risposta multipla.

A tal proposito le commissioni hanno suggerito un calendario dei corsi, con i tre semestri in programma a:

  • novembre-aprile;
  • maggio-ottobre;
  • di nuovo novembre-aprile.

In questo modo verrebbe assicurata un’adeguata vicinanza temporale tra l’iscrizione nel registro dei praticanti e l’inizio del corso di formazione.

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