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lunedì, 17 dicembre 2018

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AZIENDA TRASFORMA I DEFUNTI IN DIAMANTE: IN ITALIA 10 CASI ALL’ANNO
Contro la consociata italiana della svizzera Algordanza, che offre il servizio nei confini nazionali, parla Giovanardi: “È vilipendio di cadavere”
Il diamante è universalmente associato all’immagine di purezza, il che ben si accosta al ricordo di una persona cara che ci ha lasciato per sempre. Minor piacere evoca invece l’accostamento ai cadaveri ma la “diamantizzazione dei defunti” è proprio questo: trasformare in pietre preziose i corpi dei propri cari passati a miglior vita. La pratica è possibile dal 2009 in Svizzera e da qualche tempo anche in Italia grazie alla consociata della società elvetica Algordanza.

La tecnologia
Attraverso un procedimento chimico in laboratorio, il carbonio contenuto nelle ceneri del defunto diventa un diamante che, in base alla quantità di boro presente, può assumere varie tinte di blu. Giapponesi, tedeschi, austriaci e svizzeri hanno dimostrato di apprezzare questa possibilità che invece in Italia stenta a diffondersi forse per i prezzi, più probabilmente perché la pratica di cremare i defunti è poco diffusa. L’idea di passare poi a una cremazione estrema come quella della diamantizzazione deve apparire ai più una follia. In effetti si tratta di portare alle estreme conseguenze proprio il processo di cremazione in un laboratorio che riproduce i processi millenari necessari alla formazione della pietra preziosa: le ceneri del morto vengono prima trasformate in carbonio e poi in grafite attraverso acidi, presse e forni ad altissime temperature.

Per Giovanardi è vilipendio di cadavere
Ma se nel mondo si procede al ritmo di 800-900 diamanti umani all’anno, come riferisce La Stampa, in Italia si arriva a malapena a una decina di casi. La società Algordanza non nasconde infatti la delusione ma a farle pubblicità ha provveduto Carlo Giovanardi che ha riacceso l’attenzione sul fenomeno grazie alla sua indignazione. Il senatore sta infatti pensando a un disegno di legge che vieti la diamantizzazione, estendendo il reato di vilipendio di cadavere.

La norma italiana sulle ceneri
Che per alcuni, pochissimi a giudicare dai dati, questa pratica possa rappresentare un modo per non separarsi mai dai propri cari, al senatore non importa. Il parlamentare ricorda che secondo le norme vigenti in Italia le ceneri possono essere “disperse” ma non “utilizzate”, mentre, “viceversa viene insistentemente pubblicizzata la possibilità di trasportare in Svizzera le ceneri del defunto per trasformarle in un diamante ‘che brilli con proprie tonalità di bianco e blu rendendolo più esclusivo'”. “Il costo dell’operazione – spiega Giovanardi – varia dai 3.500 ai 13.000 euro a seconda dei carati che si ottengono, che si assicura avere un valore commerciale sino a 30.000 euro”.

Il disegno di legge che propone il divieto
Secondo il senatore “visto che questi diamanti non sono distinguibili facilmente da quelli naturali, finiranno nel tempo per essere oggetto di compravendita per le più varie ragioni, furto, smarrimento, ignoranza di ulteriori eredi della provenienza del gioiello eccetera”. Con questo disegno di legge Giovanardi intende pertanto “proibire severamente questa pratica, non soltanto per gli aspetti moralmente discutibili dell’utilizzo delle ceneri umane, ma soprattutto per evitare nel tempo la nascita di un mercato di diamanti da cadavere, terreno fertile per truffe, raggiri e pratiche commerciali che stravolgerebbero totalmente anche le comprensibili intenzioni di mantenimento di un contatto con il defunto che animano le persone a cui le aziende funebri si rivolgono per pubblicizzare il processo di diamantificazione”.
La domanda è: per una decina di casi all’anno, c’è bisogno di un divieto e di una nuova legge?