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mercoledì, 26 settembre 2018

TORINO, 11 APR – “I rider di Foodora erano sfruttati, monitorati dall’azienda in ogni loro mossa. E chi si è lamentato è stato espulso”. Lo ha affermato l’avvocato Giulia Druetta in tribunale a Torino, dove è ripresa la causa – prima in Italia – promossa da sei ex rider licenziati di fatto dall’azienda perché – sostengono – erano scesi in piazza a protestare per le condizioni di lavoro. “Una discriminazione evidente”, sostiene Druetta, che assiste i rider con l’avvocato Sergio Bonetto. “Il rapporto che legava i rider all’azienda aveva le caratteristiche del lavoro subordinato, anche se loro erano inquadrati come collaboratori autonomi – prosegue -. I ragazzi dovevano essere reperibili in maniera costante e continuativa e, tramite un’applicazione, erano monitorati, tracciati e valutati in ogni loro mossa. L’app era una sorta di braccialetto elettronico con cui prendere punti per riuscire a mantenere il proprio posto in azienda”.

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