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martedì, 25 settembre 2018

Grande festa di teatro per l’uscita del primo volume delle commedie di Roberto Russo pubblicato da Guida Editore con la prefazione di Tato Russo. Il 21 giugno 2018 a partire dalle ore 19.00 il libro sarà presentato al Nuovo Teatro Sancarluccio con gli interventi, tra gli altri, dello stesso autore, dell’editore Diego Guida, del critico teatrale Giuseppe Giorgio e degli attori Agostino Chiummariello, Maria Basile, Melania Esposito, Stefano Ariota, Antoine e Lorenzo Russo, che interpreteranno alcuni momenti di teatro tratti dall’interessante prima parte dei testi di Russo appena uscita in libreria. Al termine della presentazione, dopo un brindisi augurale, cui sul finale della serata farà seguito anche un gustoso e ricco dinner buffet , sarà presentato l’atto unico di Roberto Russo “Bassa Marea” interpretato e diretto da Imma Pagano, in scena con Federica Grimaldi.

“Autore e Drammaturgo, Roberto Russo, rappresenta uno di quei personaggi dediti alla scrittura teatrale più complessi e originali della nostra epoca. Con le sue opere basate su situazioni psicologiche divise tra il grottesco e il surreale ed ancora, tra il lirico e l’introspettivo, Russo, nel rappresentare l’alienazione umana, rimane il testimone di una una visione limpidamente attonita del reale. Affrontando la storia così come le fasi più avanzate del progresso sul piano sociale e culturale, l’autore teatrale affronta disinvoltamente, superando spesso come nel teatro totale i limiti della parola scritta, temi riguardanti il mito, gli eventi storici, la collettività, l’utilizzo dei media, la violenza fisica e psicologica e la conflittualità all’interno della famiglia e delle mura domestiche. E ciò, grazie alla creazione di personaggi vittime di profonde angosce esistenziali, di labirinti mentali e di intime metamorfosi. Affondando la sua penna con un inconfondibile “usus scribendi” su quel senso di turbamento e disorientamento di fronte all’esistenza, imprime sempre ai suoi lavori un imperturbabile e imprescindibile contenuto filosofico. Così come dimostrato con circa cinquanta testi, tra commedie e monologhi, dai quali ad emergere sono sempre i tratti di un autore colto, Russo, evidenzia le devastanti conseguenze di profonde crisi psicologiche. Le stesse che, infiltrandosi nei protagonisti delle sue opere, pongono i personaggi stessi al cospetto di un’accorta analisi spirituale e metafisica. Attento al linguaggio e al mutare dell’idioma napoletano nei secoli, Russo, manifesta con i suoi approfondimenti storici una particolare attenzione verso lo studio delle varie epoche storiche…Ricche di significati simbolici, ora protese verso il tragico, ora verso il comico, le commedie di Russo restano sempre in bilico tra la realtà e l’irrealtà in una dimensione pullulante di esseri disperatamente alla ricerca di un’evoluzione interiore…Portando in scena una ricerca sull’Io insieme ad un’elegante commistione tra antico e moderno, Russo, nel mentre traduce in avanguardia la cultura partenopea più antica, si avvicina nel contempo con la naturale e spontanea varietà dei suoi scritti ad un teatro moderno di chiaro stampo europeo… Grazie ad una felice essenzialità espressiva che non cade mai nel tranello di un maldestro sentimentalismo, la drammaturgia di Russo, senza dimenticare quegli aspetti comici basati su di una una voluta dismisura degli elementi costitutivi di un momento drammatico, riesce persino a suscitare una pungente ilarità nonostante l’aspetto tragico del dramma vissuto dai personaggi. Varia e viscerale, travolgente e destabilizzante e sempre pronta ad affrontare la genesi della vita, l’opera teatrale offerta dal versatile autore, tra sogno e realtà, narrazione fantastica e vera poesia, si trasforma in un’accesa testimonianza sulla coscienza moderna”. ( dalla presentazione di Giuseppe Giorgio)

Prefazione di TATO RUSSO

Caro Roberto, mi chiedi di scrivere una prefazione al tuo libro di commedie. Me lo chiedi in nome della mia storia di uomo libero e indipendente estraneo alle svariate chiese o sette o peggio che spadroneggiano nel nostro fu belpaese anche e soprattutto nel campo della cultura e del teatro. Lo faccio con piacere dopo aver letto alcune delle tue commedie che dimostrano una libertà di pensiero e di espressione che molto ci avvicina. Ti dico che mi è piaciuta la tua “Visite fuori orario”, quando descrive la violenza celata dalle abitudini che anima il piccolo archivista di un ufficio tributario che vive rintanato nel duo ufficio e il cui mondo viene per caso o per destino messo alla prova da un’estranea che riesce a far esplodere tutta la rabbia dell’escluso. Mi è piaciuta anche la glaciale ironia di “Mortal Kabaret” che purtroppo non avrà mai spazio nei teatri italiani declinati ad espressioni conformistiche che poco riguardo hanno per le libertà di un autore. Mi ha divertito tantissimo “ Il Grande Cirillo” che con ironia e spregio ci mostra appunto i canoni entro cui si muove l’intelligenza teatrale e soprattutto la coerenza dei cittadini di questo paese. Mi fermo qui per dirti che mi fa piacere avere incontrato in te lo stile e i linguaggi di un vero drammaturgo e di non vederti classificabile in quel gruppo detto di nuova drammaturgia che ci propina da anni sempre la stessa parlata che non riesce mai a diventare lingua autentica e che è debitrice soltanto ai modelli d’una cultura che non ci appartiene e che di questa diventa povero ebete epigono. Spero che le tue commedie siano presto rappresentate come meritano.