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mercoledì, 19 dicembre 2018

(di Vincenzo Russo) Retenews24 intervista Antonio Marciano, consigliere regionale della Campania, eletto al secondo mandato nel 2015 per il Partito Democratico con oltre 13.000 mila preferenze.

“La Campania riparte, è tempo di responsabilità, impegno, cambiamento” è stato il suo slogan politico. In che modo ritiene di aver agito per la realizzazione di questa missione?

La Campania è ripartita, e a dirlo sono gli indicatori economici e di sviluppo della regione. I dati forniti dall’ISTAT affermano che la Campania è la prima regione per crescita del PIL con il +3,2%, potenziando il dato già registrato a metà anno dalla Svimez (+2,4%). Bankitalia, non più di un mese fa, ci ha fornito i dati sull’occupazione, che è aumentata del 3,2% (in Italia del 1,1%). Il settore industriale guida la ripresa facendo registrare un aumento netto degli investimenti, con una previsione di crescita ulteriore nel 2018. Una forte spinta arriva dal settore manifatturiero e dei servizi, soprattutto quelli legati al turismo: i turisti stranieri in Campania crescono del 12% come crescono i visitatori nei musei della Regione che in cifre vuol dire 8milioni di maggiori presenze con un incremento negli introiti del 13,9%.

La Campania inoltre è tra le prime Regioni italiane, in cui si è registrata negli ultimi anni, la diffusione di attività produttive dell’industria 4.0 (la crescita delle imprese digitali ha avuto un incremento del 26,3%) e l’approvazione di una legge regionale sull’industria 4.0 rappresenta senza dubbio una misura significativa a sostegno delle imprese e dei processi di digitalizzazione.

Lei è figlio di una famiglia monoreddito con un padre operaio metalmeccanico ed è cresciuto a Barra, uno dei tanti quartieri difficili di Napoli, dove la criminalità quotidianamente cerca di sostituirsi allo Stato, spesso offrendo facili possibilità di guadagno ai giovanissimi, il suo impegno in politica come potrebbe aiutare quelle classi sociali a superare le condizioni di miseria che le trasformano in immancabili vivai della camorra.

Il mio impegno prima ancora che nei partiti è stato nei movimenti studenteschi anticamorra e più precisamente nell’associazione degli studenti napoletani contro la camorra. Ho sempre combattuto la cultura della violenza, dell’arroganza, della sopraffazione soprattutto in quartieri popolari come quelli dove sono nato e cresciuto. Tutta la mia attività politica ed istituzionale è orientata a garantire il massimo del sostegno a chi è rimasto indietro specialmente negli anni più duri della crisi. Da questo punto di vista sarà importante incrociare misure nazionali, come il reddito di inclusione, con misure regionali e penso ai provvedimenti della Giunta Regionale a proposito della primavera del welfare: si tratta di diverse decine di milioni di euro che potremmo mettere nelle tasche della famiglie più povere e più disagiate di Napoli e della Campania.

Antonio Marciano, lei è uno di quei politici che da anni operano al servizio della collettività e fanno la politica con la “P” maiuscola. Da diversi anni è consigliere regionale della Campania, da più parti si dice che lei sarà candidato alle prossime elezioni nazionali, altri invece ritengono che la sua candidatura verrà fatta naufragare per la sua vicinanza all’ex governatore Antonio Bassolino. Cosa c’è di concreto?

Sono a disposizione del partito come ho sempre fatto in tutti questi anni. Di concreto ci sono le attività che svolgo quotidianamente al servizio della comunità, nel rispetto del mandato che ho ricevuto nel 2015. Stima e affetto verso Antonio Bassolino sono note a tutti, come è altrettanto vero che abbiamo maturato scelte politiche diverse.

Mettendo da parte una sua possibile candidatura, da uomo politico di grande esperienza politica come giudica l’operato del Partito Democratico in Campania?

Un partito è fatto di pensiero e azione, in questi anni a Napoli e in Campania è mancato il pensiero, l’idea stessa del partito e la sua visione. Se questi elementi non ci sono la conseguenza è che risultano assenti l’agenda delle cose da fare e l’azione. Sapete inoltre come la penso rispetto alle vicende del recente congresso metropolitano.