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domenica, 22 aprile 2018

ROMA, 11 GEN – “La Corte di Appello di Roma oggi condanna l’intera attività di rappresentanza del Sindaco della Città Eterna”. Così l’ex sindaco Pd di Roma Ignazio Marino dopo la sentenza d’appello che ribaltando l’assoluzione di primo grado lo condanna a due anni per peculato nella cosiddetta vicenda degli scontrini. “In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare – dice Marino -. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio”. “Sono amareggiato anche se tranquillo con la mia coscienza – prosegue – perché so di non aver mai speso 1 euro pubblico per fini privati. Con lo Studio Musco continuerò la mia battaglia per la verità e la giustizia in Cassazione”.

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