Cronaca

il  13 ottobre 11:44

Nonna Peppina torna a casa, la notizia sulla donna simbolo dei terremotati

Nonna Peppina tornerà presto a casa. E’ il simbolo delle Marche che non si arrendono. Si chiama Giuseppa, ha 95 anni.

Nonna Peppina

Per tutti però è Nonna Peppina, la simpatica signora che si è vista sigillare la casetta in legno costruita dopo la scossa dell’ottobre 2016 perchè abusiva. Giuseppa Fattori vive e dorme in un container di dieci metri quadrati allestito vicino alle case due abbandonate: quella colpita e poi quella in legno, fatta realizzare dalle figlie. Il bagno (chimico) è all’esterno, difficoltà nella difficoltà. Lei, però, resta nel container plastico: non vuole allontanarsi dai luoghi dove è arrivata sposa.

Il caso aveva suscitato scalpore per la situazione paradossale della burocrazia che si era persa tra ricorsi e controricorsi.

 La vicenda

La famiglia di Peppina, fuori dalla proroga collettiva, non ha accettato neppure la trattativa ad personam: il Comune, con il supporto del governo, avrebbe lasciato l’anziana nella casa in legno fino alla fine dei suoi giorni purché, dopo la dipartita della capofamiglia, fosse stato chiaro che il bene abusivo sarebbe stato smontato.

Agli eredi – a cui lo Stato risistemerà comunque la prima abitazione danneggiata – sarebbe andato un bene di pari valore. Niente, i Fattori vogliono la casa recuperata e la casetta autocostruita. La Regione Marche si è proposta di sostenerli nel ricorso al Tar: non hanno accettato. Procedono per conto proprio e annunciano un libro sulla storia di Nonna Peppina: “Sarà un bestseller”. Il sindaco di Fiastra, Claudio Castelletti: “Stanno aspettando una deroga ai piani paesaggistici per far rientrare Nonna Peppina”. La commissaria alla Ricostruzione replica che non sarà possibile: c’è un doppio problema di vincoli non rispettati e di volumi eccedenti.

Il provvedimento della commissaria

Il provvedimento ora proposto dalla commissaria Paola De Micheli è spiegato dal quotidiano Repubblica. Riguarda tutti gli immobili – in cemento o in legno, spostabili o ancorati – realizzati abusivamente dopo i quattro terremoti dell’Italia centrale. Spesso sono stati costruiti nel giardino sottostante. Solo nelle Marche se ne contano 200-250. Le stime negli uffici delle prefetture interessate – il cratere è allargato su quattro Regioni – indicano in mille il numero complessivo.

Sanatoria degli immobili

Il ‘salva-casette’ avrà la forma del decreto e consentirà di regolarizzare sia gli ‘immobili amovibili’ che gli ‘immobili fissi’. Nel primo caso potranno restare nella casa temporanea coloro che l’hanno allestita su un’area edificabile e non abbiano superato i volumi dell’abitazione precedente. Potranno avviare la regolarizzazione, inoltre, se non hanno un altro alloggio a disposizione, se non hanno avuto una casa (Sae) dalla pubblica amministrazione, se non usufruiscono di un contributo in denaro per la sistemazione in affitto della famiglia. La proroga, tuttavia, prevede anche una deroga, una sanatoria a tempo: i pareri paesaggistici e ambientali potranno essere rilasciati ex post, ovvero dopo l’avvenuta costruzione della ‘casetta in giardino’. “Il giudizio di compatibilità paesaggistica e ambientale dovrà essere comunque positivo”, dice la commissaria a Repubblica.

Situazione risolta? Potrebbe sembrare di sì, ma c’è da attendere ancora per mettere la parola fine ad una vicenda assurda che non fa onore al nostro Paese.