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sabato, 17 novembre 2018

Continua il braccio di ferro all’interno del Governo per la questione pensioni e reddito di cittadinanza. In paticolare, a tenere banco, sono le modalità con cui reperire i fondi per far partire le proposte sopracitate. Da lunedì il ministro dell’Economia Tria sarà impegnato a preparare il vertice che nei giorni successivi ci sarà con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti,e con i vicepremier Di Maio e Salvini. Dal fronte 5 stelle, questi non si accontentano più che nel 2019 ci sia solo un rafforzamento dei centri per l’impiego, ma pretendono che il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, cioè l’assegno di 780 euro per chi non ha altri redditi, si concretizzi già il prossimo anno.

La ricerca dei fondi

Per affrontare questa richiesta, secondo i pentastellati non c’è che un modo: riordinare da cima a fondo tutta la spesa per l’assistenza, per il contrasto alla povertà e per la disoccupazione. Per questo è in corso una ricognizione di tutte le voci con l’obiettivo di capire se esse possano essere sostituite dal reddito di cittadinanza senza che restino dei vuoti, cioè gruppi di persone non assistite, e di verificare quanti fondi in più stanziare. Per fare questa mega riforma lo strumento non potrà essere la legge di Bilancio, ma un disegno di legge delega. Che farebbe guadagnare tempo (almeno sei mesi, prima che la riforma scatti) e risparmiare sulla spesa per il 2019. I ragionamenti dei tecnici non fanno una piega, ma si scontrano con l’esigenza di Di Maio di dare il sussidio prima delle elezioni europee a maggio.

fonte: Corriere della sera