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mercoledì, 19 dicembre 2018

CATANIA, 13 GEN – “Avverto il dolore della sconfitta, ma è la legge. Appena ho saputo ho sentito come un peso, maggiore amarezza e ingiustizia. Accetto la legge, ma non è giusto, il mio calvario continua: chi è condannato deve scontare tutta la condanna, altrimenti non c’è certezza della pena”. Così, all’Ansa, Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Filippo Raciti sulla concessione della semilibertà a Daniele Micale, uno dei due ultrà condannati per la morte del poliziotto da parte del Tribunale di sorveglianza di Catania.

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