lunedì, 27 marzo 2017
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Saldi in Campania, Confcommercio: infuriati per partenza il 5, Regione indifferente

“I commercianti sono infuriati, i saldi dovevano partire il 2 gennaio come ogni anno ma la Regione ci ha abbandonati”. Lo afferma Giuseppe Giancristofaro, presidente di Federmoda Napoli, associazione affiliata a Confcommercio, che si fa portavoce della protesta dei commercianti per la partenza degli sconti decisa quest’anno per il 5 gennaio. “Oggi – spiega Giancristofaro – moltissimi clienti si sono recati nei negozi pensando che iniziassero i saldi e ci siamo trovati in difficolta’ a spiegare loro che quest’anno la partenza e’ stata stabilita al 5 gennaio. Tre giorni inutili, in cui non venderemo nulla”. Giancristofaro accusa la Regione Campania: “In sede di conferenza Stato-Regioni la Campania ha aderito quest’anno alla partenza dei saldi al 5 gennaio a differenza di altre regioni come la Sicilia e la Basilicata, che hanno confermato la partenza il 2. Eppure avevamo anche scritto all’assessore competente Amedeo Lepore, sin dalla fine dell’estate ma non ci ha mai risposto, e’ indifferente alle nostre idee e nessuno ha ascoltato la voce degli esercenti prima di prendere una decisione sui saldi”. A Napoli e in Campania ci sono migliaia di turisti e l’occasione era ghiotta per i negozianti: “Negli anni scorsi i primi giorni di saldi – conferma Giancristofaro – sono stati importanti proprio per intercettare i turisti ancora in citta’. Sono giorni in cui i negozianti devono pagare scadenze di fine anno, gli straordinari natalizi ai dipendenti, i saldi servono a dare liquidita’ ai negozi e invece fino al 5 sara’ un’agonia”. Una difficolta’, quella dei commercianti, sottolineata anche dal presidente di Confesercenti Vincenzo Schiavo: “I saldi in Campania – afferma – iniziano giovedi’ 5 gennaio per scelta della Regione Campania che, con un decreto si e’ allineata alle altre regioni italiane. Capisco la delusione dei consumatori, ma li esorto ad attendere ancora pochi giorni. Dal 5, anzi, li invito a spendere nelle attivita’ commerciali sotto casa, in modo da evitare un tracollo gia’ in atto. Ogni giorno chiudono 16 attivita’ commerciali, sono 25.496 quelle che hanno abbassato per sempre la saracinesca in tutta Italia nel 2016, un dato tragico che ha come conseguenza accessoria anche un progressivo svuotamento dei centri storici. Senza negozi e attivita’ commerciali i Comuni incasserebbero meno tasse e questo porterebbe a non poter garantire sicurezza, pulizia e servizi nei quartieri cittadini. Una serie di effetti a catena che bisogna evitare tornando a spendere nei negozi sotto casa, a partire dai sald

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