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domenica, 21 ottobre 2018

SAVIANO ATTACCA DI BATTISTA:”SEI LA STAMPELLA DI SALVINI E PRENDI SOLDI DA BERLUSCONI…” L’attacco di Saviano a Di Battista pubblicato sulla propria pagina Facebook: «Ed ecco Alessandro Di Battista che, non dal povero Madagascar, mentre magari partecipa a un progetto di cooperazione internazionale patrocinato da una Ong (dovete sapere che le Ong sono le uniche che si preoccupano di costruire qualcosa in Africa, quell’aiutiamoli a casa loro di cui tutti vi parlano ma che nessuno mette in pratica), ma dalla ricca San Francisco, dichiara: “Il futuro degli africani è in Africa”.
Ovvio, credo che sia quello che si augurano anche gli africani… ma come? Quali sono le politiche di questo governo su armi e cooperazione. Nessuno lo sa. Nessuno lo dice, sapete perché? Perché non ne hanno idea, perché non ce ne sono.
Quante banalità per giustificare le balle sui migranti e farvi sentire a posto con la coscienza. Quante banalità per non dire di essere diventato nulla di più e nulla di meno che stampella di Salvini.
Ed eccolo Di Battista, parlare di immigrazione dagli Usa, a spese dell’odiato Berlusconi.
Vi hanno aizzato come cani da combattimento contro quelli che loro chiamano radical-chic (chiunque li critichi lo è), ma non vi hanno insegnato a riconoscerne uno quando ve lo trovate vicino, a un palmo dal vostro naso.
#idiaridelparaculo. E questo, invece, è per i leoni da tastiera pronti a vomitare bile.
Quando nel 2011 andai in America, in Italia al governo c’era Berlusconi con la Lega, e gli attacchi che ricevevo quotidianamente dall’uno e dall’altra attraverso ogni mezzo (dai quotidiani ai telegiornali) mi portarono a lasciare l’Italia per l’unico Paese che poteva accogliermi in una situazione di relativa libertà, senza obbligarmi a una scorta più numerosa di quella che avevo (e ho) in Italia e dove avevo trovato lavoro (ho insegnato un anno all’NYU e poi a Princeton). In Spagna, dove mi sarebbe piaciuto andare, nel 2011 il ministero degli Interni mi accoglieva con 9 agenti di scorta, in Francia con 8. Sappiate che oggi come allora non considero la scorta una medaglia al valore, ma un dispositivo che lo Stato decide di attivare per la sicurezza di alcuni soggetti sensibili. La decisione avviene dopo attente valutazioni e non spetta al soggetto sotto protezione, né ai leoni da tastiera, fare valutazioni sulla scorta.
Decisi di trasferirmi in Usa perché potevo lavorare, perché potevo essere monitorato ma libero e per me questo non aveva prezzo, dato che in Italia ero non solo scortato ma anche quotidianamente vilipeso da Berlusconi e da tutti i suoi sodali, compresa la Lega che oggi sembra nascere a nuova vita, ma per me è la stessa di sempre. Dei conti sequestrati, degli investimenti illegali all’estero e dei rapporti con la ‘ndrangheta.
A proposito, in questi anni non ho mai vissuto in nessun attico e, ovunque sia andato, sopra il mio tetto ho sempre avuto numerosi vicini di casa e mai il cielo».