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martedì, 17 luglio 2018

“Sei stata meravigliosa” ma il messaggio arriva al marito della donna. Massacrata a sangue per il tradimento.

Tutto nasce da un violento pestaggio subito da una donna scoperta dal marito quasi in flagrante tradimento. E’ la solita storia del diavolo, della pentola e dei coperchi, fatto sta che una serena vicenda coniugale è finita prima in ospedale e poi in tribunale. La coppia aveva stipulato con un gestore telefonico un contratto ‘you & me’ per potersi parlare a quattro lire, quindi il numero di telefono della coppia differiva solo per l’ultima cifra, in sequenza. Una mattina l’uomo si era visto arrivare un sms da numero che non aveva in rubrica: «Ieri sera sei stata meravigliosa». C’era qualcosa che non tornava: per quanto ne sapeva lui la moglie era a un innocuo incontro di lavoro. Ma il tarlo, il dubbio, la gelosia hanno fatto il resto e l’uomo ha risposto con un sms trappola: «Ma cosa ti è piaciuto di più ieri sera?».

Il messaggio compromettente

E il numero misterioso ha inanellato una serie di racconti sulle performance erotiche compiute. Peccato che proprio in quel mentre è rientrata lei sorridente… ed è scoppiato la violenza, passando da quello che sembrava un racconto degno del Decaromene a una storiaccia da questura. Sì, non è facile raccontare in punta di penna un episodio pruriginoso finito a pugni e schiaffi. Il marito infatti non ha preso bene il tradimento, picchiando la moglie con violenza e mandandola all’ospedale. Probabilmente l’abilità dell’avvocato difensore del marito, l’avvocato Paolo Florio, ha limitato di molto i danni. Nel capo di imputazione si parlava infatti di un referto di 67 giorni di prognosi per la vittima. Il marito, originario del Sud, è un muscoloso muratore con una piccola ditta sua. Ha mani robuste e muscoli allenati. E lo ha dato chiaramente a vedere lasciando segni pesanti sul volto e sul corpo della moglie. Una violenza vergognosa. La donna, quando si è ripresa dalle botte, ha denunciato il marito per le lesioni subite, rivolgendosi all’avvocatessa Beatrice Borghi di Siena. Costei aveva chiesto, oltre alla punizione ‘penale’, anche il risarcimento dei danni subiti dalla parte civile nella misura complessiva di 27.200 euro. Il pubblico ministero Sandro Cutrignelli ci era andato altrettanto pesante: per il picchiatore aveva chiesto 3 anni di carcere. Alla fine il giudice, la dottoressa Ilaria Zucconi, ha condannato l’uomo a un solo anno di reclusione ed una provvisionale di cinquemila euro. L’uomo non andrà in carcere (pena sospesa dunque) ma solo se pagherà la provvisionale di 5mila euro praticamente subito.