PERUGIA, 17 LUG – “Se si fa un uso corretto dell’acqua (solo a fini idropotabili), gli effetti della siccità saranno sicuramente contenuti”: è quanto fa sapere la Vus, sottolineando che anche nel territorio della valle umbra si è assistito da settembre 2016 ad una riduzione delle piogge di circa il 40% con le sorgenti che hanno una portata in forte calo (del 10-15% quelle maggiori come l’Argentina e Rasiglia, del 25 fino al 35% quelle minori come le Vene del Tempio di Campello e Acquabianca). Il programma di ricerca perdite, con un investimento di 1.500.000 di euro nel triennio 2014-16, il ricorso a trasporto con autobotti, iniziato già in primavera, svolti dalla stessa Valle Umbra Servizi, “riescono, per ora – afferma la Vus in una nota – a garantire la fornitura. I grandi acquedotti stanno reggendo l’impatto”. La Vus ricorda che in questa situazione di crisi idrica (una delle più gravi da decenni), l’acqua del pubblico acquedotto non può essere usata per irrigare orti e giardini, riempire piscine, lavare automezzi.

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