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lunedì, 10 dicembre 2018

Tempo di vacanze: attenzione ai morsi e ai graffi di animali. Le infezioni a rischio per bambini e adulti

Morsi e graffi di animali possono causare infezioni come rabbia, tetano, tigna e scabbia, che si possono contrarre anche solo con un banale contatto di saliva di animali infetti. Se poi ci si trova in vacanza in Paesi endemici il rischio aumenta. Attenzione, quindi, soprattutto ai più piccoli che, se non adeguatamente informati, sono a rischio di spiacevoli incidenti. A ribadirlo è l’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), che citando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ricorda come la rabbia sia ampiamente diffusa in tutto il globo e si stima che ogni anno muoiano più di 55 mila persone per colpa della malattia. Di questi decessi, il 95% si registra in Asia e Africa. Il 99% dei casi di rabbia nell’uomo dipendono da rabbia canina e circa il 30-60% delle vittime di morsi di cane sono minori di 15 anni.

I consigli

“La rabbia – sottolinea Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente Waidid – è una malattia molto pericolosa per l’uomo e pressoché sempre mortale. Se si sta programmando un viaggio, soprattutto in Paesi endemici, è fondamentale sempre informarsi bene sui rischi infettivi a cui si potrebbe andare incontro e le vaccinazioni necessarie. Tutta la famiglia dovrebbe accertarsi di essere stata vaccinata contro il tetano con un richiamo vaccinale effettuato nei 10 anni precedenti la partenza. La vaccinazione antirabbica pre-esposizione, invece, è raccomandata soltanto in casi di reale rischio di malattia, molto raro”. Come bisogna comportarsi in caso di morso di animali? “In generale – prosegue Esposito – raccomandiamo di evitare di toccare o dar da mangiare ad animali sconosciuti, siano essi domestici o selvatici, informando anche i bambini. E in caso di morsi o graffi è necessario intervenire tempestivamente: al fine di prevenire le infezioni, lavare le ferite con acqua e sapone, rimuovere eventuali materiali estranei e usare comuni disinfettanti. E’ essenziale poi recarsi sempre al centro medico più vicino per valutare la necessità di somministrazione della profilassi anti-rabbica post esposizione”. (Adnkronos)