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Cronaca

Terremoto Amatrice: feriti anche tra i cani soccorritori FOTO

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Hanno salvato 60 persone fiutandole tra le macerie, per una carezza o un biscotto

di Corrado Amitrano

Sono circa settanta i cani che sono stati impegnati nelle ricerche post terremoto nel centro Italia tra Amatrice e Pescara del Tronto; hanno salvato 60 persone fiutando la loro presenza sotto la macerie. Diverse razze di cani addestrate a fiutare la presenza di corpi fino a 5 metri di profondità, ad arrampicarsi tra i palazzi distrutti e infilarsi negli spazi dove i soccorritori non potrebbero arrivare. Labrador, pastori tedeschi, terrier, border collie e meticci non hanno esitato un solo istante a lanciarsi nelle ricerche al fianco dei loro addestratori. Almeno 50 recuperi di vittime sono stati effettuati in tempi brevissimi grazie all’aiuto dei cercatori a quattro zampe. “Andiamo a sentire” è così che si dice prima di iniziare le ricerche. Perché è quello che si fa, si sente la presenza di corpi sotto le macerie. Il soccorritore segue passo passo il percorso del suo cane e ne legge i comportamenti, è un’operazione che si fa in solitaria perché è necessario il silenzio. Avvertito il segnale del cane il soccorritore inizia ad avvicinare l’orecchio alle macerie per capire se si sente qualcosa: un respiro, un lamento o un piccolo ticchettio che magari la persona sepolta riesce a fare con un movimento della mano stringendo una pietra; poi osserva tra le rocce e inizia a chiamare, a chiedere se qualcuno può rispondere. Al primo segnale di presenza scatta la macchina di recupero. Si avverte tramite radio e si comunica la propria posizione per far intervenire una squadra e così iniziano le delicate operazioni di estrazione.  – Continua dopo la pubblicità

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I cani sono sempre le prime risorse a essere impegnate in questo tipo di ricerche; il loro fiuto dopo 72 ore dall’inizio delle ricerche è compromesso dalle polveri che gli provocano difficolta di respirazione e dall’odore acre della decomposizione dei corpi seppelliti senza vita. Ma i quadrupedi non sono pagati, sono volontari votati ad accontentare il loro conduttore, in cambio di un biscotto, di una carezza. Sono state impegnate, nelle ricerche, molte squadre di cinofili appartenenti al nucleo dei Carabinieri, al corpo Forestale, della Guardia di Finanza, della Protezione Civile, della Polizia e dei Vigili del Fuoco. Ma non è lavoro sicuro, anzi, cercare tra le macerie per i cani può rivelarsi molto pericoloso. Rischiano la vita i cani soccorritori: una scossa di assestamento potrebbe coglierli all’improvviso; poi i cocci, i vetri che senza protezioni possono recare ferite anche gravi. E’ accaduto a un border collie dei Vigili del Fuoco intento nelle ricerche. E’ tornato in braccio al suo conduttore dalle macerie perché un pezzo di vetro sporgente dalle rocce gli ha squarciato una zampa. Nei suoi occhi più che il dolore si leggeva quasi la mortificazione per essersi ferito, cercando l’approvazione del suo amico conduttore. Grimm, Leo, Teo, Ringo quanti nomi, spesso misteriosi e affascinanti ma tutti appartenenti a quei meravigliosi amici a quattro zampe che sacrificherebbero la stessa vita per una carezza.

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