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lunedì, 19 febbraio 2018

Terremoto, Amatrice, un mese dopo il sisma tra paura ed incertezza. E’ passato già un mese da quella terribile notte del 24 agosto, quando, alle 3 e 36 del mattino, il mondo si è fermato ad Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto. La ferita aperta dal terremoto è viva e fa male a quanti, dopo 30 giorni, sono ancora alloggiati presso le tendopoli allestite dalla Protezione Civile. Ancora per poco, almeno ad Amatrice, il paese-simbolo del sisma, dove il sindaco Sergio Pirozzi ha ordinato lo sgombero degli 11 campi disseminati lungo il territorio comunale. Uno “sgombero dolce”, senza forzature. Ma comunque rapido, dal momento che proprio sulle aree dove sorgono le tendopoli dovranno essere realizzati i nuovi moduli abitativi della “soluzione-ponte”, che da qui alla prossima primavera consentirà ai cittadini dei territori colpiti dal terremoto di avere di nuovo un tetto sopra la testa. Seppur provvisorio. Perché molto più lunghe saranno invece le operazioni di ricostruzione, quella vera. Lo ha ribadito anche stamattina il Premier Matteo Renzi: “I paesi colpiti dal terremoto saranno ricostruiti, e meglio di prima”.[post-correlato] Al lavoro sul campo, su investitura dello stesso Premier, c’e’ il commissario straordinario Vasco Errani, che ha preso in mano le operazioni di ricostruzione con la collaborazione del dipartimento di Protezione Civile e delle quattro Regioni interessate (Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo). Mentre si attende il decreto governativo che, oltre a stabilire criteri e competenze, dovrebbe sbloccare anche i fondi destinati alle zone terremotate. Fondi attesi e non poco da chi, oltre alle perdite fisiche, nei crolli del 24 agosto ha perso anche la casa, o il negozio, o la fattoria. Una vita andata in fumo, nella quale resta solo la speranza di non essere abbandonati. Intanto nei quattro comuni dei Monti della Laga si é ripartiti: ad Amatrice la nuova scuola ha aperto i battenti in linea con l’inizio dell’anno scolastico, grazie al “mini-miracolo” della Protezione Civile di Trento, che ha realizzato uno stabile modulare ex novo in soli 13 giorni. Tanti, pero’, vogliono rimanere, ma hanno paura di tornare in casa, sia la propria – anche qui molti gli edifici giudicati agibili dalle migliaia di sopralluoghi effettuati da squadre di tecnici giunti da tutto il mondo -, sia in quelle messe a disposizione, ad Amatrice, dai cittadini non residenti. E mentre, senza fretta, gli sfollati lasciano le tende, nelle varie “zone rosse” si attende di sapere dove stoccare le macerie del sisma. Almeno quelle sulle quali non e’ presente il sigillo dell’autorità giudiziaria, che indaga sui crolli del 24 agosto. Il numero complessivo delle vittime: 297, ad oggi, con tante persone ancora ricoverate negli ospedali del Centro Italia. 238 invece le persone salvate dalle macerie.
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