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martedì, 17 luglio 2018

Congelamento della spesa corrente primaria nominale, che significa blocco per i prossimi 3 anni delle uscite della Pa a quota 727,7 miliardi di euro. E’ il progetto del ministro dell’economia Giovanni Tria reso noto dal quotidiano Il Messaggero, definito draconiano dallo stesso giornale romano.

Dopo aver stoppato in Cdm qualunque proposta che non abbia immedate coperture finanziarie, rimandando in sostanza a tempi migliori flat tax e reddito di cittadinanza, Tria ha svelato il proprio piano di tagli per il contenimento della spesa pubblica. L’intenzione è quella di bloccare del tutto la spesa corrente, dando fiato a quella per gli investimenti, fino ad oggi penalizzata nelle politiche di bilancio.

I tagli ipotizzati ammonterebbero a 33 miliardi di euro in tre anni, che farebbero risparmiare allo Stato già nel prossimo anno oltre 10 miliardi di euro. Soldi necessari se si pensa all’introduzione di misure come la flat tax o il reddito di cittadinanza dal 2019 o dal 2020.

Ma quali sono queste voci che rientrano nella spesa corrente che dovranno essere penalizzate negli intenti di Tria al fine di pareggiare i conti?

In primis gli stipendi dei dipendenti pubblici. Solo nel 2018 lo Stato dovrà spendere 171 miliardi di euro che però negli anni seguenti è destinata a scendere. Tuttavia da sciogliere c’è il nodo aumento che dovrebbe scattare proprio nel 2019. Poi c’è il capitolo pensionela cui spesa, tra il 2018 e il 2021 a conti fatti, aumenterà di circa 23 miliardi di euro. Qualcosa qui si può fare, guardando il contratto di governo giallo-verde, solo sulle pensioni d’oro ma le barricate si sono già alzate.

Altro dossier che rientra nelle spesa corrente da sforbiciare è la spesa sanitaria quindi bloccare gli aumenti previsti, cosa che però stride con le promesse fatte in campagna elettorale da Lega e Cinque Stelle.

Un fronte da maneggiare con cautela può essere quello della spesa per beni e servizi, da cui hanno attinto anche i governi precedenti. Ma non sarà facile trovare solo lì quei 30 miliardi previsti dal ministro Tria.

fonte quifinanza.it