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lunedì, 23 luglio 2018

Maxi blitz nella notte nel cuore di Napoli. Polizia  e carabinieri hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Frosinone, Ida Logoluso, su richiesta del pm Barbara Trotta, nei confronti di dodici individui dediti alla commissione di truffe ai danni di persone anziane sul territorio nazionale.

In particolare, le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile della questura di Frosinone e dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone, sono iniziate nel novembre 2015, quando i due uffici investigativi hanno raccolto nel giro di pochi giorni oltre dieci denunce di truffe consumate o tentate ai danni di anziani, in cui si evidenziava un medesimo modus operandi.

Tutte le vittime, infatti, avevano denunciato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei carabinieri o da un avvocato, il quale riferiva loro di essere un familiare (figlio o nipote, a seconda dei casi) incorso in un incidente stradale e di essere stato trattenuto presso un ufficio di polizia. Ovviamente si trattava solo di un racconto immaginario creato ad arte dai malviventi, tant’è che la chiamata proseguiva con la richiesta di denaro necessario a risarcire il danno causato dal finto incidente stradale paventando, in caso contrario, gravi conseguenze giudiziarie a carico del familiare.

Quando la truffa andava a segno, con la vittima che cedeva alla paura ingenerata dalla messinscena e con il conforto suscitato dall’autorevolezza del mestiere dichiarato dagli interlocutori, il fantomatico tutore dell’ordine (o avvocato) concludeva il colloquio indicando alla vittima una persona che si sarebbe recata presso la sua abitazione per ritirare il risarcimento del danno, che spesso si concretizzava anche nella consegna di gioielli e preziosi in genere.

Gli investigatori hanno così scoperto l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale nel quale un sodale, in particolare, era specializzato nel chiamare telefonicamente le vittime, fingendosi avvocato o maresciallo dei carabinieri, a seconda dei casi; quando la vittima cadeva nell’inganno, entravano in scena i complici addetti al ritiro del denaro o dei preziosi destinati al fantomatico risarcimento dei danni.

Durante i soli sei mesi di indagini tecniche sono state ricostruite ben 66 truffe tra consumate e tentate, che costituiscono altrettanti capi di imputazione a carico dei 13 indagati, di cui 12 colpiti da provvedimento restrittivo e uno denunciato a piede libero.

 

 

 

 

 

(Fonte Il Mattino)