“London Bridge is down”, ovvero “Il ponte di Londra è crollato”. Con queste quattro parole in codice verrà attivata dalle autorità inglesi la fase di transizione che seguirà la morte della regina Elisabetta. A rivelare l’esistenza dell’operazione segreta – elaborata a partire dagli anni Settanta – è stato il giornale inglese “Guardian” citato in Italia da un articolo dell’Unione Sarda.

Si tratta di un complesso meccanismo a tappe progressive. Il primo step sarà la chiamata dell’unità di crisi del ministero degli Esteri al premier. Una comunicazione telegrafica, giusto il tempo di pronunciare la frase convenzionale concordata da anni. Quindi verranno informati i leader dei 15 Paesi del Commonwealth di cui la sovrana è tuttora capo di Stato.

Poi l’informazione sarà inviata ai giornali attraverso la Press Association, l’agenzia di stampa britannica. Sempre secondo il piano, il giorno successivo alla morte, il principe Carlo verrà proclamato re a Saint James’s Palace, sua residenza ufficiale. Quanto alle spoglie di Elisabetta, il feretro verrà portato in processione dal palazzo reale fino a Westminster, dove si svolgeranno i funerali.