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sabato, 20 ottobre 2018

Un titolo che più infelice non si poteva. “Libero” colpisce Napoli e i napoletani rei, a dire di Feltri, di “bruciarsi da soli”.

Insomma chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma è proprio così? Al momento devono essere ancora accertate le cause dei roghi che stanno devastando il Vesuvio. C’è la mano dell’uomo, certo. Questi delinquenti sono, con ogni probabilità, campani. Può essere che ci sia dietro la camorra, le questioni legate all’abusivismo edilizio.

E tuttavia queste ipotesi non giustificano un tale accanimento. Non è la prima volta e non sarà l’ultima.

Gridare allo “SputtaNapoli” non ci interessa, tantomeno ricorrere al discutibile sportello creato dalla amministrazione comunale.

Alzare i toni dello scontro però, condurci alla solita rissa da stadio come quando nei campi di tutta Italia i napoletani vengono accolti con il vergognoso coro “lavali col fuoco”, non serve a nessuno.

Potremmo ricordare che per i roghi in Liguria e altri disastri avvenuti nel Nord del paese non ricordiamo analoghi titoli di giornale.

Chiedere magari se le tonnellate di rifiuti tossici, spesso e volentieri “regalo” delle aziende del Settentrione del paese non meritino un approfondimento da parte degli autorevoli colleghi nazionali che oggi ci dicono in buona sostanza “bruciate pure”.

Ma ora non è il momento delle polemiche.

Quando migliaia di persone vedono le proprie abitazioni minacciate dalle fiamme e dal fumo, quando centinaia di uomini dei vigili del fuoco e della protezione civile sono impegnati a combattere (spesso con pochi mezzi) i roghi, quando le istituzioni purtroppo dimostrano una scarsa reattività dinanzi a tali eventi, le polemiche servono a poco.

E certi titoli gratuiti e volgari ancora meno. Per intanto possiamo ricorrere al grande Totò e chiuderla così:”Caro Libero, ma mi faccia il piacere”.