Economia

il  3 agosto 13:47

Approvato il DDL concorrenza: batosta per avvocati. Passa la norma sui sinistri

Dopo due anni e mezzo di navetta tra Camera e Senato, molte polemiche e altrettanto scontento da parte dei professionisti, il ddl Concorrenza è diventato legge.

La reazione degli avvocati

Si fanno sempre più forti le preoccupazioni degli avvocati, in particolare per quanto riguarda i commi del ddl che riguardano le banche e le assicurazioni.

Il tavolo tecnico di Cnf e Ocf aveva mosso critiche precise e circostanziate già durante l’iter di esame del ddl: pur sottolineando come il testo del ddl sia stato migliorato rispetto alla sua versione iniziale, è stato evidenziato ad ogni passaggio parlamentare come i diritti dei cittadini siano posti a rischio da alcune delle previsioni approvate.

BANCHE

Il testo approvato prevede la possibilità di esercizio della professione forense anche in forma societaria, con la possibilità di partecipazione di soci di capitale, ( soggetti terzi rispetto ai professionisti), ad esempio banche, nei limiti di «un terzo del capitale e diritto di voto», per i restanti due terzi, i soci possono essere avvocati o altri professionisti iscrit- ti in albi. Unici paletti: il divieto di partecipazione per tramite di fiduciarie, trust o per interposta persona e il vincolo della maggioranza dell’organo di gestione composto da soci avvocati.

IL RISCHIO

Il rischio denunciato dall’avvocatura – che aveva già introdotto nella propria legge professionale la possibilità di società di professionisti, ma senza soci di capitale – è che la presenza, seppur minoritaria, di soci di capitale in uno studio associato possa pregiudicare l’autonomia e l’indipendenza nell’esercizio della professione, tanto più se si considera che il ddl concorrenza non esclude che la società ( allargata a “finanziatori/ clienti”) possa svolgere la propria attività in favore di quegli stessi soci di capitale. In altre parole, il ddl permette di aggirare l’obbligo di terzietà dell’avvocato, il quale potrebbe dunque essere chiamato a dirimere controversie nell’interesse diretto di uno soggetto che partecipa nella sua stessa società professionale.

Il testo, inoltre, non esclude la partecipazione alle società di eventuali soci non professionisti che siano privi dei requisiti minimi di onorabilità. Con questo testo è possibile, dunque, che diventi socio un soggetto che abbia riportato condanne definitive per pene anche superiori a due anni di carcere, relative a reati non colposi.

La responsabilità professionale

Abnorme è anche il regime della responsabilità professionale: il socio di capitale, infatti, gode delle limitazioni patrimoniali in caso di risarcimento danni, mentre il socio avvocato è soggetto a responsabilità illimitata.

ASSICURAZIONI

Lo squilibrio in favore delle assicurazioni riguarda le norme che disciplinano la comunicazione dei testimoni da parte del denunciante, in caso di sinistro. Da oggi in poi, infatti, chi denuncia è obbligato a indicare, già nel primo atto con cui comunica il sinistro alla compagnia, i nomi di tutti gli eventuali testimoni da far comparire in giudizio. Lo stesso vincolo, invece, non è previsto per le compagnie assicurative. A risultarne penalizzato, dunque, è l’il cittadino, a vantaggio invece delle compagne assicurative che dunque godono di una “agevolazione” procedurale che sbilancia ulteriormente in loro favore il rapporto con l’utente. CONTINUA A LEGGERE