1 settembre 16:51  |  Donna

Ti sei mai chiesta a cosa serve l’arco presente sul labbro superiore? Beh, in realtà…a niente! Non ha una funzione pratica ma puramente estetica, come spiega il dottor Claudio Cricelli. Ma procediamo con ordine. Per chi non lo sapesse, l’arco di Cupido è quel solco sulle labbra che viene a formarsi tra queste ultime e il naso. Il termine scientifico è prolabio o solco sottonasale. Non tutti, comunque, sono dotati di un arco ben definito. Esistono, però, numerosi metodi per valorizzarlo. Uno di questi, ad esempio, è l’uso sapiente e ben combinato di matita e rossetto.

Cos’è e a cosa serve il prolabio

Cos’è e a cosa serve il prolabio? Lo spiega il dottor Cricelli: “È una parte di transizione tra la cute del viso e la mucosa della bocca che non ha una funzione pratica, piuttosto estetica. Le labbra, insieme al prolabio, sono in assoluto la parte che maggiormente caratterizza il viso di una persona. Le donne la mettono in evidenza con il rossetto. Nel momento in cui con la chirurgia estetica si aumenta il volume delle labbra, non si fa altro che dare ancora più risalto a quel solco che fa impazzire gli uomini. Non c’è nulla di più seducente che accentuare l’arco di Cupido”.

Storie e leggende sull’arco sottonasale

Come detto in precedenza, l’arco sottonasale si forma durante la gravidanza, precisamente tra i secondo ed il terzo mese di gestazione. È proprio durante questo periodo che vengono a formarsi bocca e naso del neonato e, di conseguenza, il prolabio. Su questa parte del volto esistono addirittura delle leggende che slegano del tutto la sua origine dalla genetica. Secondo un’antica leggenda ebraica, infatti, l’arco non è altro che il segno del passaggio di un angelo poco prima della nascita del bambino. Il mito vuole che la creatura celestiale insegni al nascituro tutta la Torah e che solo poco prima di venire al mondo questi ponga un dito sul labbro del piccolo in segno si silenzio. In questo modo il piccolo viene al mondo puro e ignaro, dimenticando tutti gli insegnamenti ricevuti in grembo ma con il segno sul labbro di quanto è accaduto.