lunedì, 24 aprile 2017
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Infarto: ti salvi in 10 minuti con un colpo di tosse? Lo specialista:” Sono necessarie due cose”

Questa bufala che sostiene che ci si salvi dall’infarto con un colpo di tosse circola ormai dal 2003, e viene condivisa in qualsiasi modo, email, social network, perfino qualche quotidiano c’è cascato negli anni!
Attenzione perché tanti pensano: vabbè che male può fare diffonderla, mal che vada uno chiama il 118…
E invece no, perché non sempre un infarto provoca anche l’arresto cardiaco… e cercare di riprendersi dal suddetto attacco di cuore con questa pratica, se non c’è stato un vero arresto, è pratica pericolosissima che può addirittura peggiorare la situazione della vittima.

La cosa migliore da fare, se avvertite i sintomi di un infarto, è stare fermi e calmi, 1) chiamare o far chiamare i soccorsi al telefono e, se non siete intolleranti all’acido acetilsalicilico, 2)  masticare una o più aspirine o altro prodotto simile contenente quest’acido (secondo il dosaggio), per evitare che si formi un trombo (coagulo di sangue) che sarebbe probabilmente fatale.

La tecnica della tosse è smentita proprio dalla fonte citata in forma storpiata nell’appello, ossia il Rochester General Hospital, il cui sito Web ha dovuto predisporre un’apposita pagina (pubblicata qui all’epoca dell’indagine iniziale e successivamente trasferita qui) che traduco e riassumo qui:

[l’appello] consiglia una procedura per sopravvivere a un attacco di cuore, nella quale alla vittima viene suggerito di tossire ripetutamente a intervalli regolari fino all’arrivo dei soccorsi. La fonte di quest’informazione è attribuita al ViaHealth Rochester General Hospital. […] Non abbiamo trovato alcuna traccia di articoli, anche soltanto vagamente attinenti all’argomento, prodotti dal Rochester General Hospital negli ultimi 20 anni.

Inoltre le informazioni mediche citate non sono riscontrabili nella letteratura medica corrente e non sono in alcun modo approvate dal personale medico dell’ospedale.

Sia The Mended Hearts, Inc., un’associazione di sostegno ai pazienti cardiolesi, sia la American Heart Association hanno dichiarato che queste informazioni non vanno inoltrate né vanno usate da nessuno.

Per favore aiutateci a combattere la proliferazione di questa disinformazione. Vi chiediamo di inviare questo messaggio a chiunque vi invii [l’appello] e di chiedere loro di fare altrettanto.

Una smentita decisamente categorica, insomma, ripetuta anche in una newsletter dello stesso Rochester General Hospital datata agosto 1999 e attualmente non più disponibile (il link originale era questo).

A questa smentita si aggiungono quella dell’enciclopedico sito antibufala Snopes.com, quella di Hoax-slayer.com (che la segnala in circolazione ancora nel 2007) e quella della Trend Micro, società specializzata in sicurezza informatica.

C’è anche una smentita in italiano, pubblicata da Comunicati.net, che ringrazia

il Dr. David Coletta che ci ha segnalato che sul Notiziario FIRENZEMEDICA-SIMEF n.171 abbiamo pubblicato una notizia che, nonostante paresse venire da fonte ufficiale, sembra invece falsa. Ci dice il Dr. Coletta che la fonte citata (Journal of general hospital Rochester n° 240) non esiste nell’archivio Medline e Medscape e che esistono solo pubblicazioni in spagnolo su siti non medici brasiliani ed una ripresa da un sito web italiano anch’esso non medico. Di seguito la posizione del general Hospital Rochester, in cui chiedono di aiutarli ad interrompere questa assurda disinformazione.

Questa smentita è seguita dalla comunicazione del Rochester General Hospital già tradotta sopra. Anche l’American Heart Association prende le distanze dal suggerimento offerto dal’appello in questa pagina, e lo stesso fa il Resuscitation Council UK in questa nota, che include riferimenti a pubblicazioni mediche sull’uso corretto della tecnica maldestramente descritta dall’appello.

Origini e datazione

Ma come è nata questa bufala? Snopes.com e Trend Micro ne attribuiscono l’origine a una newsletter dell’associazione statunitense Mended Hearts, dedicata al sostegno ai cardiolesi, del giugno del 1999. Trend Micro pubblica il testo originale dell’appello:

HOW TO SURVIVE A HEART ATTACK ALONE
From F. Daniel Rochman MD
If everyone who gets this sends it to 10 people, you can bet that we’ll save at least one life. Let’s say it’s 6:15 p.m. and you’re driving home (alone of course), after an unusually hard day on the job. You’re really tired, upset and frustrated. Suddenly you start experiencing severe pain in your chest that starts to radiate out into your arm and up into your jaw. You are only about five miles from the hospital nearest your home; unfortunately you don’t know if you’ll be able to make it that far.
WHAT CAN YOU DO?
You’ve been trained in CPR but the guy that taught the course neglected to tell you how to perform it on yourself. Since many people are alone when they suffer a heart attack, this article seemed to be in order. Without help, the person whose heart stops beating properly and who begins to feel faint, has only about 10 seconds left before losing consciousness. However, these victims can help themselves by coughing repeatedly and very vigorously.
A deep breath should be taken before each cough, and the cough must be deep and prolonged, as when producing sputum from deep inside the chest, and a cough must be repeated about every 2 seconds without let up until help arrives, or until the heart is felt to be beating normally again. Deep breaths get oxygen into the lungs and coughing movements squeeze the heart and keep the blood circulating. The squeezing pressure on the heart also helps it regain normal rhythm. In this way, heart attack victims can get to a hospital.
Tell as many other people as possible about this, it could save their lives!
From Health Cares,
Rochester General Hospital via
Chapter 240s newsletter AND THE BEAT GOES ON ….

L’associazione Mended Hearts successivamente ritrattò il consiglio, pubblicando una pagina di smentita, da cui cito questa spiegazione:

…tossire non previene un attacco cardiaco. Un e-mail diffusosi in tutto il mondo come una malattia contagiosa alcuni anni fa asseriva che chiunque avvertisse i sintomi di un attacco cardiaco mentre era solo doveva tossire “ripetutamente e molto vigorosamente, ripetendo un respiro ogni due secondi… fino all’arrivo dei soccorsi (o alla ripresa di un battito normale)”.

E’ falso, dice la American Heart Association. “E’ allo stesso livello della magia vudù, per quel che mi riguarda”, dice il dottor Cary Fishbein, cardiologo presso il Dayton Heart Center. La tecnica basata sulla tosse nota come “cough CPR” è stata utilizzata negli ospedali dai medici per gestire battiti cardiaci irregolari improvvisi in pazienti monitorati, durante interventi con catetere cardiaco. In questo caso, un paziente reattivo che manifesta un improvviso battito irregolare potrebbe mantenere la circolazione del sangue al cervello e restare cosciente per alcuni secondi se tossisce forte sotto la guida di un medico.

In altre parole, l’appello ha preso una tecnica realmente esistente, la “cough CPR”, che si applica in ospedale e in condizioni controllate, e ha proposto di applicarla completamente fuori contesto, ossia quando si è soli e senza alcuna guida esperta: una scelta potenzialmente dannosa, come spiega Snopes.com (le evidenziazioni sono mie):

Se sapeste esattamente quello che state facendo, questa procedura potrebbe aiutare a salvarvi la vita. Se però la tentaste nel momento sbagliato (perché avete valutato erroneamente il tipo di evento cardiaco che state subendo) o la eseguiste nel modo sbagliato, potreste peggiorare le cose.

La procedura non è nuova: è in circolazione da anni ed è stata usata con successo in alcuni casi isolati di emergenza, in cui le vittime si sono rese conto che stavano per svenire e incappare in un arresto cardiaco completo (il loro cuore stava per fermarsi) e sapevano esattamente come tossire in modo da mantenere in circolazione una quantità di sangue arricchito di ossigeno sufficiente ad impedire la perdita di coscienza, oppure erano sotto il diretto controllo di personale medico che aveva riconosciuto i sintomi della crisi e dava loro istruzioni precise su come tossire.

Anche se le persone affette riuscissero ad accorgersi di star subendo un evento cardiaco del tipo in cui la procedura sarebbe utile, senza un addestramento specifico per azzeccare il ritmo giusto il loro tossire potrebbe trasformare un leggero attacco cardiaco in una crisi letale.

In effetti, prosegue Snopes.com, la procedura potrebbe essere insegnata ai pazienti a rischio di attacco cardiaco: se ne è parlato a settembre 2003, a proposito di un medico polacco, Tadeusz Petelenz di Katowice, che lo sta facendo, a suo dire con successo.

Tuttavia Snopes.com nota che i suoi risultati non sono stati confermati da fonte indipendente e alcuni cardiologi avanzano dubbi sulla metologia adottata. Una copia di questa notizia, datata 31/10/2003, è disponibile presso Msn.com.

In ogni caso, come nota ancora Snopes.com,

[…] anche se i medici possono forse insegnare questa procedura, non la si può imparare certo da un e-mail, perlomeno non in modo adeguatamente sicuro… credere che un e-mail possa sostituire un addestramento medico sarebbe come credere che studiarsi un manuale di istruzioni sia tutto quel che serve per saltare in macchina e guidare in autostrada.

Cosa fare davvero in caso d’infarto

Secondo i medici, la cosa migliore da fare se si sospettano i sintomi di un infarto è non rischiare di ammazzarsi usando la procedura descritta nell’appello-bufala, ma chiamare soccorso e masticare una o più aspirine (secondo il dosaggio) o qualsiasi prodotto simile contenente acido acetilsalicilico. L’aspirina, essendo un antiaggregante piastrinico, può impedire l’ingrossarsi di eventuali coaguli di sangue.

L’aspirina va masticata per facilitare la sua dispersione ed assimilazione nello stomaco, che richiede da 15 a 20 minuti, per cui occorre somministrarla il più presto possibile, non appena compaiono i sintomi.

Secondo un professionista sanitario che mi ha contattato, la dose consigliata di acido acetilsalicilico (contenuto nell’aspirina) per la profilassi e il trattamento dell’infarto acuto del miocardio è al massimo 330 mg al giorno, e questa dose è abbondantemente raggiunta con una sola aspirina da 500 mg.

Siccome esistono aspirine con vari dosaggi, non è prudente raccomandare “mastica un’aspirina” e basta: il numero preciso di aspirine da masticare dipende dal contenuto di acido acetilsalicilico contenuto in ciascuna compressa, indicato chiaramente sulla confezione. Fate i conti del caso, insomma; o meglio ancora, consultate un medico invece di affidare il vostro cuore, o quello dei vostri cari, a una storia sentita su Internet.

Un altro professionista segnala inoltre che “l’aspirina della Bayer è la più conosciuta, ma molte altre esistono sul mercato. L’Aspegic, per esempio, ha gli stessi effetti e in forma liquida viene usata dai soccorritori nelle emergenze appunto in caso di arresto cardiaco”.

Prima di adottare questo metodo, comunque, è indispensabile verificare che la persona che deve assumere l’aspirina non sia intollerante verso l’acido acetilsalicilico.

Lo so, è un approccio molto meno spettacolare che salvarsi la vita con un colpo di tosse da fachiro indiano, ma assai più affidabile. Questa è una caratteristica tipica delle bufale ed è un buon criterio per valutare la plausibilità di un appello: la promessa di soluzioni semplici e spettacolari, ben diverse daalle soluzioni reali ed efficaci, che di solito sono assai sofisticate e prosaiche.