giovedì, 25 maggio 2017
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La donna incinta deve fare pipì con urgenza ma i medici glielo impediscono e lei capisce che qualcosa non va come dovrebbe

La donna lancia un messaggio a tutte le donne: “non ne parla nessuno”, ma lei ha deciso di farlo. Le sue parole colpiscono al cuore!

Il suo nome è Emily Christine Fauver e quello di suo marito Dylan, entrambi attendono con trepidazione il loro primo figlio. La 25enne della Louisiana, Stati Uniti, è a l’ottava settimana di gravidanza quando è ad un esame di routine. Quando la giovane guarda lo schermo dell’ecografia capisce che c’è qualcosa che non va. Ecco il suo racconto:

“Dovevo andare in bagno, ma mi hanno detto che potevo andare perché dovevo fare l’ecografia a vescica piena per poter vedere meglio il bambino. Ricordo di essermi sentita davvero frustrata e non solo perché avevo la vescica piena, ma perché non stavo più nella pelle, volevo vedere il bambino che aspettavo di vedere da 8 settimane.

Sono stata finalmente accompagnata sul retro e tutti mi salutavano sorridendo, perché la felicità di avere un bimbo in grembo è contagiosa. L’ecografia è iniziata, ho visto quelle immagini davanti a me. Avevo il cuore che mi batteva fuori dal petto, ero emozionatissima!

Questo giorno, io e mio marito lo avevamo atteso per più di un anno. Ma quelle immagini erano diverse da quelle che avevo visto pubblicate dalle mie amiche. C’era qualcosa che non quadrava. Non vedevo niente, dal momento che al mio corpo mancavano poche ore prima dell’aborto.

La tecnica dell’ecografo era molto calma, ma io già sapevo. Si era allontanata dalla stanza e mio marito mi aveva assicurato che fosse tutto apposto. Ma non dite questa cosa ad una donna che ha già visto un migliaio di ecografia, che ha già cercato su Instragram con l’hashtag “8 settimane” per sapere come sarebbe stato. Sapevo che c’era qualcosa che non andava. Ed era davvero così.

Mi ricordo che ero terrorizzata da aver quasi pianto. Mi sentivo di non meritarmi di piangere, mi dicevo “queste cose succedono spesso”.

Mi ricordo di aver trattenuto le lacrime e di non aver guardato in faccia mio marito, il suo sguardo di dolore mi avrebbe distrutta.Sono stata mandata a casa, perché il corpo facesse il suo corso e così è stato. Il mio medico non mi ha lasciata andare senza avvertimenti. Ma ciò su cui non mi ha avvertito è ciò che sarebbe avvenuto al mio cuore, andato in pezzi dopo tutto quel dolore.

Non mi aveva detto che mi sarei ricordato di tutto per tantissimo tempo, dal momento che il mio corpo avrebbe dovuto convivere con la “pulizia”. Non mi aveva detto che avrei dovuto vedere mio marito afflitto dal dolore. Non mi aveva detto quanto sarebbe stata dura dirlo ai miei genitori, ai miei amici, a tutti… Non mi aveva detto che il mio corpo avrebbe continuato a pensare per settimane di essere ancora incinta.

Non mi aveva detto quanto sarebbe stata dura dire alle persone che stavo bene. Non mi aveva detto che mi avrebbe reso invidiosa. Non mi aveva detto che mi avrebbero ferito le domande “quando avrete un bambino?”. E non mi aveva detto quanto sarebbe stata dura perdere qualcuno che non avevo mai visto e che neanche conoscevo. Ma mi aveva detto che potevo piangere e che non ero sola.

Gli aborti sono COSÌ comuni. Una donna su quattro ne ha avuto almeno uno durante la sua vita. Ma non pensate per caso che saperlo vi possa far sentire meglio. Anche se questa statistica è diffusissima, mi sento davvero sola e ho anche capito il motivo. NESSUNO ne parla.

Ed è solo quando ne ho iniziato a parlare con mia madre, mia sorella e le mie amiche, che ho capito di non essere sola, anche loro avevano provato questo dolore, un patimento che non augurerei al mio peggior nemico. La gente forse ora si chiederà perché ho deciso di parlarne ora, dopo mesi. Beh, dal momento che il tempo non guarisce tutte le ferite, spero che questo mi faccia sentire un po’ meglio.

Non cerco compassione. Condivido questa storia affinché le donne come me, fosse anche solo una, non si sentano sole ed utilizzino questo messaggio per ricordarsi che c’è speranza anche dopo tanto dolore. CONTINUA A LEGGERE

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