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domenica, 21 ottobre 2018

Max Biaggi si sta lentamente riprendendo dal grave incidente in cui è rimasto coinvolto lo scorso 9 giugno mentre si stava allenando presso la pista del Sagittario a Latina. Il pilota ha riportato la frattura di undici costole, due delle quali rimaste accavallate sui polmoni, situazione che rendeva difficile poter respirare autonomamente. La paura vissuta dal pilota, oltre che dai suoi affetti più cari e dai fan, è stata tanta e quindi ora non può che riconoscere quanto sia stato fortunato a poter raccontare tutto questo.

Una paura difficile da dimenticare

Max Biaggi è da poco tornato a casa dopo il periodo trascorso in ospedale in seguito all’incidente in cui è rimasto coinvolto a Latina, ma è pienamente consapevole che le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. Il personale del San Camillo di Roma lo ha assistito in modo scrupoloso per permettergli di tornare il prima possibile alla normalità.

A raccontare le prime sensazioni è lui stesso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Appena mi sono ripreso, il primario della rianimazione, Claudio Ajmone Cat, mi ha spiegato la gravità del trauma e mi ha detto che con questo tipo di trauma toracico maggiore sopravvive solo il 20 per cento dei pazienti – ha dichiarato il pilota –. Lì, lo confesso, me la sono fatta addosso dalla paura“.

I soccorsi tempestivi sono stati fondamentali

Sin da subito chi ha assistito a quanto stava accadendo in pista ha capito che non c’era tempo da perdere. Il recente incidente di Valentino Rossi, ma soprattutto quello di Nicky Hayden poche settimane prima, erano lì a dimostrarlo.

Solo ora Biaggi riesce a ricordare i primi terribili momenti: “Questa volta Dio lassù non mi ha voluto – dice –. Molti hanno detto che sono sempre rimasto cosciente, ma non è così, probabilmente ho anche picchiato la testa. Per i primi tre giorni, anche a causa di tutta la morfina che mi davano, ero totalmente rintronato: Bianca mi ha raccontato che dicevo certe fesserie disumane…“.

I problemi respiratori sono stati il sintomo che lo ha preoccupato maggiormente: “All’inizio ricordo che non respiravo e credevo fosse colpa del casco, invece era lo schiacciamento delle costole. La cosa buona è stata che con l’elicottero mi hanno portato al San Camillo, che ho scoperto poi essere un’eccellenza nel settore. Una gran fortuna“.

Uno sguardo al futuro

A questo punto, consapevole del grande pericolo scampato, il “Corsaro” sta iniziando a pensare a cosa fare non appena starà meglio. A dargli conforto in questo periodo di riabilitazione ci sarà ovviamente la fidanzata Bianca Atzei, presenza fissa durante il ricovero in ospedale: “Noi non ci stacchiamo mai già nella vita di tutti i giorni. Avevo e ho un gran bisogno di lei. È il mio angelo custode, la persona che amo più di tutte al mondo“.

Almeno per ora l’idea di risalire in moto non sembra poi così vicina: “Al momento direi di no. Alla moto non penso proprio, non mi pare saggio. O, se ci penso, lo faccio in un altro modo. Vorrei lavorare con i giovani e insegnare loro che non basta il talento, ma serve lavorare su tanti altri aspetti, la testa anzitutto“.

Non è escluso nemmeno che, a sorpresa, possa dedicarsi a un altro sport: “Mi hanno suggerito il golf. Una buona idea, sperando di non farmi male anche lì…” – ha concluso.