10 aprile 14:02  |  Cultura

Leggenda metropolitana o pura fantasia popolare, quel che resta certo è che le case ritenute “infestate”, da sempre, hanno suscitato fascino e curiosità riuscendo a tramandare la propria terribile storia di generazione in generazione, resistendo nel corso degli anni e divenendo racconti da brivido di morti, sangue, poltergeist e chissà quant’altro. Facile fare “spallucce” ed essere scettici se non fosse che spesso ci si imbatte in luoghi specifici come la famosa “villa di Mondello” abbandonata dagli anni 80 e ad oggi invenduta anche agli scettici nonostante la gestione fosse passata ad un istituto bancario che la svende per poche migliaia di euro cosi come si sente da “rumors” a livello locale. Nessuno scettico sembri si sia fatto avanti per acquistarla eppure la villa è posizionata a pochi passi dal mare, di fronte ad uno degli alberghi più importanti di Mondello e questo rende merito quanto certe leggende resistano nel tempo e condizionano ogni modo di vedere questo tipo di cose. La villa in stile Liberty come le più belle della famosa località marittima a pochi chilometri da Palermo, venne costruita negli anni 40 e abbandonata definitivamente dopo circa 50 anni. La leggenda vuole che durante la guerra mondiale sia stata casa di piaceri per i soldati tedeschi, un bordello frequentato che ebbe un tragico epilogo in una notte quando un commando di soldati americani irruppe sterminando violentemente soldati e prostitute e causandone il disperato girovagare delle anime in pena per la tragica e violenta morte subita. Altra versione racconta invece che a causare lo sterminio non fu una truppa americana ma una violenta lite scoppiata che si concluse tragicamente con lo sterminio di soldati e donne. Sembra anche che questa villa fosse anche luogo di fermo e reclusione per prigionieri il cui triste destino riservava in loco torture a morte. Altri racconti meno legati a risse o sterminio ma pur sempre riferiti al periodo bellico raccontano una vicissitudine più incline ad una storia d’amore dal sapore romanzesco cinematografico che coinvolse una figlia di un contadino promessa sposa ad un signore legato alla nobiltà locale che essendosi innamorata di un soldato americano si incontrava di sotterfugio con lo spasimante presso un capannone adiacente alla villa fino a quando un giorno il nobile credette di aver scoperto in flagrante l’amplesso della coppia e preso dalla rabbia sbarrò la porta e dette fuoco al capannone causando però la terribile morte della donna che invece era da sola e da allora leggenda vuole che vaghi nella villa nell’attesa del suo amante. Storie dal sapore romantico e tragico come ricetta impone ma sembra anche che l’ultima famiglia che visse nella villa trovò morte orribile e violenta. Chiunque sappia della villa non può fare a meno di lanciare una occhiata curiosa, magari nella speranza di vedere o sentire qualcosa di poco terreno e sembra che i pochi avventori coraggiosi e scettici che hanno trascorso una notte all’interno abbiano sentito sinistri rumori, passi, singhiozzi e pure rubinetti che si aprivano da soli come anche luci ad intermittenza proveniente da finestre vicine. Non mancano coloro che hanno vissuto incontri ravvicinati più intensi come alcuni che dicono d’esser caduti in “trance” perdendo la cognizione del tempo o invitati da “una persona anziana” ad entrare dentro la villa. Pezzi di trame fantasiose per un ottimo film dell’orrore ma è pur vero che ad oggi nonostante il prezzo sembri sia sceso alla cifra necessaria per l’acquisto di una qualsiasi grande automobile, nessuno si fa avanti e questo la dice lunga su quanto leggenda metropolitana o fantasia popolare, tutti scettici o non scettici, preferiamo lasciare perdere. CONTINUA A LEGGERE