Giovanni Mazzitelli, un giovane regista in gara con il suo film al Social World Film Festival, descrive un amore contorto, difficile che plasma il personaggio che viene ripreso dalla telecamera. Gli occhi del regista arrivano oltre l’obiettivo di quest’ultima fino al cuore di chiunque guardi il film.

Mazzitelli ci può raccontare questo suo primo film?

È la mia opera prima ed è un progetto che non nasce da un prodotto audiovisivo, ma da un percorso narrativo diverso, un libro, che racconta la storia di una scelta, di come la vita deve essere vissuta, un romanzo che ho scritto “Era giovane e aveva gli occhi chiari”, un progetto durato tre anni che poi, insieme ad altre persone, mi ha portato alla decisione di farne un film. In poco tempo ho scritto la sceneggiatura, ho contattato Mario di Fonzo, il protagonista, sono andato a Cinemafiction per la partecipazione dei loro allievi e poi la scuola, che si occupa anche di produzione cinematografica, è diventata, appunto, la produzione del film.

Che messaggio vuoi lanciare con questo film?

Il messaggio che voglio lanciare è legato alla fatidica domanda “cosa è importante nella vita”, c’è una bellissima frase nel film che dice “basta solo credere nell’universo” probabilmente è il vademecum fondamentale della nostra vita, credere nell’universo vuol dire credere anche nell’impossibilità e nell’improbabilità delle cose. Quando dico come dev’essere vissuta la vita, intendo dire che non ci sono vie di mezzo né estremi, la vita va vissuta secondo la propria interpretazione. Il mio messaggio è questo: seguire le proprie emozioni!

Hai citato l’universo, perché l’alieno?

L’alieno è una metafora per far capire che siamo, appunto, tutti figli dell’universo e credo che anche in un’altra galassia i problemi relazionali siano sempre gli stessi. Ho creato un alieno con la vita dell’uomo medio, molto filosofo, che conosce tutte le dinamiche dell’universo ma che alla fine deve cedere ad esso.

Quindi credi nell’esistenza degli alieni?

Assolutamente si.

E se sbarcassero a Napoli?

Inizialmente ci sarebbe il panico, ma credo che nessuna forma di vita superiore abbia alcuna voglia di conquistarne un’altra se non per necessità.

Giovanna Sannino