La donna prima di morire lasciò al principe della risata una lettera.

Il 3 marzo del 1930 metteva fine alla sua vita la giovane Liliana Castagnola. La chanteuse, famosa in tutta Europa, che aveva avuto la corte di regnanti, ministri e industriali, ebbe, come ultimo suo uomo, Totò. La Castagnola ebbe diverse disavventure amorose, mentre si trovava in Francia fu espulsa dal paese perché aveva costretto due marinai a battersi in duello per avere le sue grazie, e uno dei due era morto. In seguito, mentre si trovava a Montecatini, fu ferita gravemente da un amante geloso che, dopo averle sparato due colpi di pistola, si tolse la vita. Dilapidò il patrimonio di un principe veneto che, per tale ragione, fu interdetto dai suoi familiari. Una vita alquanto turbolenta che sembrò rasserenarsi con la relazione con il principe della risata.

Era la sera del 12 dicembre del 1929 e la giovane era andata a vedere lo spettacolo di Totò al Teatro Nuovo. Il principe la notò e, il mattino seguente, le fece pervenire un fascio di fiori accompagnato da un biglietto. Dopo lettere, fiori, telefonate e inviti, iniziarono una relazione d’amore travolgente, Liliana, che era una donna possessiva e opprimente, pur di restare con Totò, gli propose di essere scritturata dal Teatro Nuovo, ma il principe, che forse era già stanco della relazione, accettò un contratto con la compagnia Cabiria, che lo avrebbe portato a Padova. La donna, sentendosi abbandonata, supplicò di non essere lasciata e, non ricevendo risposta alla sua richiesta, ingerì un intero tubetto di sonniferi, il mattino seguente fu trovata senza vita.

Lasciò al “suo” principe questa lettera: Antonio potrai servire a mia sorella Gina tutta la roba che lascio in questa pensione. Meglio che se la goda Gina, anziché chi mai m’ha voluto bene.
Perchè non sei voluto venire a salutarmi per l’ultima volta? Scortese omaccio! Mi hai fatto felice o infelice? Non so. In questo momento mi trema la mano… Ah, se mi fossi vicino! Mi salveresti, è vero? Antonio, sono calma come non mai. Grazie del sorriso che hai saputo dare alla mia vita grigia e disgraziata. Non guarderò più nessuno… Te lo avevo giurato e mantengo. Stasera, rientrando, un gattaccio nero mi è passato dinnanzi. E, ora mentre scrivo, un altro gatto nero, giù nella strada, miagola in continuazione. Che stupida coincidenza e’ vero?..

Totò rimase sconvolto dall’accaduto, volle che fosse inumata nella cappella di famiglia, quando ebbe una figlia le diede il nome dell’attrice e non si separò mai da un fazzoletto, sporco di rimmel della Castagnola, lo aveva trovato nella stanza dove l’attrice si era suicidata e pensò che, con quel fazzoletto, la donna si fosse asciugata le ultime lacrime prima di morire.