20 settembre 11:49  |  Sport

Il mondo dell’auto piange la scomparsa di Massimo Natili, uno dei più grandi rappresentanti dell’automobilisimo italiano a cavallo tra gli anni ’50 e ’70: a 82 anni, dopo un’ischemia, il suo cuore ha smesso di battere. Una passione, quella per i motori che lo ha reso famoso e protagonista di tante gare e vittorie, specialmente con una 500 che aveva trasformato in un vero e proprio bolide.

Gli esordi e la partecipazione al GP di Gran Bretagna

Nato a Ronciglione nel 1935 già all’età di 18 cominciò a manifestare l’amore per i motori e per le gare: la sua prima apparizione fu alla Vermicino-Rocca di Papa, classificandosi secondo al volante di una Topolino. L’esperienza crebbe evento dopo evento fino ad arrivare a guidare vetture Gran Turismo e auto sportive a ruote coperte, senza farsi mancare le monoposto nelle serie Formula Junior e Formula 3. Nel 1961, poi, la svolta con la partecipazione al Gran Premio di Gran Bretagna – dove si misurò con piloti del calibro di Stirling Moss, Jim Clark e Phil Hill – e successivamente alle qualifiche di Monza, ai quali vanno aggiunti anche due appuntamenti non validi per il mondiale con un quarto posto al GP di Roma.