Tomomi Inada ha rassegnato le proprie dimissioni perché accusata di aver insabbiato una serie di informazioni relative alla situazione della sicurezza delle forze di pace giapponesi dispiegate in Sud Sudan nell’ambito della missione delle Nazioni Unite. “Ho deciso di dimettermi da ministra della Difesa, ho presentato le mie dimissioni al premier e sono state accettate”, ha detto Inada in conferenza stampa.

Conosciuta per la sua vicinanza all’ala più nazionalista del partito, l’ex ministra ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. La ministra era accusata di aver nascosto un rapporto delle forze di difesa giapponesi presenti in Sud Sudan, in cui i militari denunciavano il peggioramento della situazione sul campo. A fine maggio il Giappone ha ritirato le proprie truppe dal paese, sostenendo che erano già stati raggiunti risultati notevoli.Il premier Shinzo Abe, che secondo gli ultimi sondaggi sta perdendo consensi, ha immediatamente chiesto scusa al paese.

 

LE SCUSE

“Mi scuso dal profondo del mio cuore di fronte alla gente per questa situazione che vede un ministro dimettersi”, ha affermato alla stampa dopo le dimissioni di Inada. Le dimissioni della ministra erano attese da qualche giorno, era infatti previsto per la prossima settimana un rimpasto di governo che togliesse a Inada le deleghe come ministro della Difesa.