Donna

il  11 luglio 13:28

Sintomi ginecologici, quando allarmarsi e perchè allarmarsi

I dolori pelvici avvertiti dalle donne, soprattutto in fase di ovulazione sono frequenti e tutte ne soffrono con una frequenza abbastanza alta. Ma quando è il momento di preoccuparsi e dopo quali sintomi insospettirsi?. Ecco alcuni segnali che dovrebbero indurvi a consultare il medico, senza allarmismi, ma prestando comunque particolare attenzione a quello che il vostro corpo sta cercando di dirvi.

1)Dolore pelvico

Quando questo sintomo è cronico infatti può essere provocato da fibromi uterini benigni o endometriosi. Se si presenta insieme a febbricola e perdite vaginali, può significare la presenza della cosiddetta malattia infiammatoria pelvica. Laddove il dolore pelvico e basso-addominale si manifesti improvvisamente e violento, deve essere considerato come un’emergenza da pronto soccorso: può significare una cisti ovarica rotta o un’emorragia. Lo stesso dicasi se c’è presenza di sanguinamento vaginale: sono sintomi di gravidanza extrauterina.

 

2)Sanguinamento irregolare

Se il sanguinamento è abbondante occorre parlarne con il medico. Un sanguinamento irregolare va considerato quando si hanno:

  • cicli mestruali che durano più del solito
  • 2 o più cicli al mese
  • perdite di sangue dopo rapporto sessuale
  • tra un ciclo e l’altro

 

Queste anomalie possono essere provocate da cause non pericolose come la perimenopausa, i fibromi uterini o polipi. Lo stesso possono essere provocate da disturbi della tiroide. Dopo il rapporto sessuale le perdite possono essere provocate da secchezza vaginale (in post menopausa o dopo la gravidanza), ma se accade ogni volta allora il segnale non va trascurato, significa che la cervice uterina è troppo sensibile, probabilmente a causa di un’infezione, in particolare una malattia a trasmissione sessuale come la gonorrea o la clamidia.

3) Perdite vaginali anomale

Con perdite vaginali anomale si intende uno scarico vaginale dalle caratteristiche diverse dal solito: abbondante, denso, scuro, di cattivo odore, accompagnato da prurito, bruciore o irritazione; spesso le cause non sono gravi: ogni infezione intima provoca questi sintomi e tra le più comuni troviamo quelle micotiche, vaginosi batterica o Trichomonas, tutte facilmente curabili. Va individuata però comunque la causa.

4)Prurito intimo

Le donne possono avere prurito intimo senza perdite. Questo capita per lo più a causa di ipersensibilità della cute a determinati prodotti intimi. In genere non è nulla di grave, ma anche in questo caso è opportuno effettuare una diagnosi: seppur rare possono esserci delle manifestazioni pericolose.

5)Secchezza vaginale

La secchezza vaginale è un must nelle donne che allattano o in quelle in menopausa. Nel primo caso, tutto si risolve in breve tempo, ma con la menopausa, il calo degli estrogeni può provocare un assottigliamento della parete vaginale che non solo può provocare dolore e sanguinamento post coitale, ma anche maggiore suscettibilità alle infezioni. Le soluzioni ci sono, basta parlarne con il proprio ginecologo.

6) Grumi e cisti

Alcune donne possono sviluppare cisti sebacee e grumi nell’area inguinale. Per lo più si tratta di cose benigne, ma non guasta mai parlarne col proprio medico. Senza allarmarsi occorre infatti ricordare che i grumi nella zona genitale possono essere sinonimi di herpes o cancro: i sintomi del cancro della vulva sono grumi insoliti, protuberanze simili a verruche, ferite rosse e piatte che non guariscono.

(Fonte MedicinaLive)