2 agosto 11:20  |  Cronaca

Si dice che per evitare certe tragedie è fondamentale denunciare. Marianna Manduca l’aveva fatto. Non una volta ma ben dodici. Aveva denunciato le violenze del marito Saverio Nolfo alla Procura di Caltagirone. Nel 2007 però, l’allora 30enne Marianna, madre di tre bambini, non ce l’ha fatta: è stata uccisa a coltellate a Palagonia proprio dal marito.

Da quel momento è cominciata la battaglia legale per dimostrare la negligenza dei magistrati che alla fine sono stati ritenuti colpevoli dal tribunale civile di Messina, con la Presidenza del Consiglio condanata a risarcire gli organi della donna con 300.000 euro che furono presi in affidamento all’epoca dal cugino Carmelo Calì che compì la scelta per sottrarli alla casa famiglia dove erano stati destinati. Lo fece pur non avendoli mai conosciuti prima.

La notizia di oggi è però che Palazzo Chigi ha proposto appello contro la sentenza. Una decisione che hanno reso noto gli avvocati Alfredo Galasso e Liia D’Amico, legali dei figli di Marianna: “Si tratta di una decisione grave e inattesa, che tende a porre nel nulla un provvedimento giudiziario che per la prima volta riconosce e punisce la responsabilità non della magistratura nel suo complesso, ma di singoli magistrati, colpevoli di una inerzia giudicata dai loro stessi colleghi ingiustificabile. C’era parso che una corretta e imparziale applicazione della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, recentemente riformata, avrebbe indotto il Presidente del Consiglio dei Ministri ad adottare una diversa e solidale decisione nei confronti di una famiglia notoriamente generosa e bisognosa come quella che ha accolto da anni i figli di Marianna Manduca, ma ciò che è ancor più grave e che ci indigna è che è nell’atto di appello è stata chiesta la sospensione dell’esecuzione della sentenza di primo grado, allo scopo di non pagare al padre adottivo Carmelo Calì il modesto risarcimento riconosciuto, in attesa dell’esito di un appello che riteniamo del tutto infondato e dilatorio”. CONTINUA A LEGGERE