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sabato, 21 luglio 2018
di Maria Consiglia Izzo – Foto: Luca Andolfi
Vino da guardare, odorare, assaporare, godere. Il “sorso” è un’esperienza, non solo per chi di vino se ne intende, ma anche e soprattutto per chi vuole saperne di più attraverso la sua degustazione. Così il “Nettare degli Dei” entra a pieno titolo nelle preferenze quotidiane degli italiani, che sempre di più lo scelgono per accompagnare i pasti o durante gli aperitivi.
Vini bianchi fermi, vini a denominazione d’origine, vini regionali, spumanti secchi: questi i favoriti. Dati confermati anche nell’ultima edizione del Vinitaly, il salone del vino e dei distillati conclusosi oggi a Verona.
Ovviamente l’uso quotidiano è più easy: gli italiani optano per vini versatili di più semplice abbinamento.  Vini come la Falanghina (ottime per un aperitivo oppure su antipasti a base di pesce e/o verdure quella spumantizzata, “Flaegreo”, di Cantine Federiciane, oppure la “Brezza Flegrea” di Cantine del Mare), oppure l’Aglianico (Ciro Picariello, vignaiolo in Summonte, produce il vino “Zi Filicella”, un Irpinia Aglianico DOC che si abbina bene a primi piatti con sughi di carne o funghi o melanzane, oppure a formaggi abbastanza stagionati), o – un altro grande vitigno della Campania – il Pallagrello Bianco (quello di Antropoli, stimato chirurgo con la passione per il vino, è dotato di un equilibrio tale che lo rende abbinabile a tutte le pietanze primaverili a base di verdure, legumi, oppure ai formaggi freschi), o il Caprettone, vitigno autoctono campano che da poco è tornato in auge (veniva purtroppo confuso con il Coda di Volpe) grazie a Massimo Setaro che con quest’uva realizza sia vini fermi che spumantizzati (abbinabili a piatti di mare più strutturati, carni bianche e minestre).
ll lato green è sempre più influente nella scelta del consumatore che premia il vino ambientalmente sostenibile (bio, biodinamico, naturale). Non a caso il VIVIT, il salone specializzato dei vini naturali, e l’enoteca VinitalyBio hanno riscosso notevole apprezzamento da parte delle migliaia di persone che hanno affollato i padiglioni del polo fieristico veronese in questi giorni. Sul fronte  green la Franciacorta è tra i territori più attivi:  circa il 70% dei vigneti è bio e il consorzio della DOCG ambisce a diventare il primo distretto biologico d’Italia. Tuttavia anche i produttori campani si difendono bene: molto apprezzato il Vetere (Paestum IGP rosato) prodotto dall’azienda agricola cilentana San Salvatore, un Aglianico 100% che difficilmente stona con una pietanza, a meno che non sia troppo complessa; nel vesuviano Sorrentino Vini produce il Piedirosso biologico “7 moggi”, un vino equilibrato, morbido e fruttato, il cui aroma dolce lo rende abbinabile a diverse pietanze come formaggi, pizza, pasta condita con sughi rossi e pesce azzurro.
E a proposito di vini green, ecco le diverse definizioni che caratterizzano questo comparto:
BIODINAMICO: un vino prodotto secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica come definiti da Rudolf Steiner (1861 – 1925). Non si somministra alla pianta ciò di cui necessita in modo tale che essa stessa lo tragga dall’ambiente circostante. Non vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica e OGM;
BIOLOGICO: le modalità di produzione sono definite da norme comunitarie e prevedono, tra l’altro, l’obbligo di utilizzo di uve provenienti da agricoltura biologica ovvero, in sintesi, coltivate senza fitofarmaci, diserbanti, pesticidi e concimi. La vinificazione deve essere condotta senza l’utilizzo di coadiuvanti o additivi chimici e i livelli di anidride solforosa devono essere inferiori rispetto al vino convenzionale;
NATURALE: si tratta di un vino prodotto rispettando, totalmente o in parte, i principi dell’agricoltura biologica o di quella biodinamica, ma non sottoposto ad alcuna certificazione.
Chi non ha ancora le idee ben chiare sul vino da proporre per pranzo o cena può affidarsi al portale Vinhood, che propone un test molto semplice che abbina ad ogni tipologia di carattere identificato da un hashtag (ad esempio #carismatico, #afrodisiaco, #etnico, #rilassato) un vino… Non resta che “provarlo”!