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Forse malaria fermò Attila, non il Papa

di  redazione  -  31 Luglio 2017

LUGNANO IN TEVERINA (Terni) – 31 LUG – Fu la malaria a sconfiggere Attila nel 452, quando aveva iniziato la sua discesa in Italia e si dice che fu fermato vicino Verona da Leone I (poi divenuto San Leone Magno) che gli aveva mostrato la Croce, o il Papa lo avvisò di carestia e epidemia che dilagavano a sud del Po? Gli scavi della Villa romana di Poggio Gramignano, nel comune di Lugnano in Teverina, (Terni) potrebbero confermare questa suggestiva ipotesi di un’epidemia che avrebbe spaventato gli Unni. La stagione di scavi, portati avanti da archeologi di tre università americane, Yale, Stanford e l’Università dell’Arizona, ha rivelato quest’anno alcune tubature e soprattutto altre due tombe di due bambini piccolissimi, che si aggiungono alle altre 49 scoperte a fine anni ’90 nelle stanze-magazzino di questa villa-fattoria molto attiva dal I al secolo a.C. al primo d.

C., ma divenuta poi, dopo vari crolli, magari a seguito del grande terremoto del 365, un cimitero infantile che comprende anche alcuni feti.

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