Cronaca

“Mi dicevano piangi pure, non ti sentirà nessuno”. Il racconto choc della donna rinchiusa nel cassone

di  Redazione  -  1 Settembre 2018

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell’uomo che ha rinchiuso una donna polacco di 44 anni, sua compagna da circa dieci anni, in un cassone per contenere le mele in campagna, , ai confini con l’autostrada Milano-Venezia, nelle vicinanze di Sommacampagna (Verona), e l’ha tenuta lì per due lunghe settimane fino a quando la donna è stata salvata.

Le dichiarazioni raccapriccianti della donna

Intanto, come riporta Il Corriere della Sera, la vittima sotto choc ha ricostruito quanto sarebbe accaduto con l’imprenditore e il suo complice, un trentaduenne polacco anche lui arrestato. L’avevano legata e imbavagliata prima di infilarla in quel cassone a quanto pare perché lei era “colpevole” di essersi lamentata con l’amante per le condizioni in cui faceva lavorare la sorella. “Di notte crepavo di freddo”, ha detto ai carabinieri prima di spiegare che era il connazionale a portarle  qualche volta acqua e cibo.

“Piangi, lamentati pure. Tanto qui non ti sente nessuno. E se muori, ti buttiamo nel lago”, le parole che i due uomini avrebbero rivolto alla donna durante la sua prigionia.

fonte: Fanpage

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