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“Regione, dentro amiche e comparielli”. Il Consiglio tenta il blitz per assumere i comandati

di  redazione  -  29 Gennaio 2015

A cura di Pasquale Napolitano

 

Il comma incriminato è il numero 6 dell’articolo 19 del nuovo ordinamento (approvato in prima lettura il 24 gennaio dall’ufficio di presidenza ) che disciplina il funzionamento del Consiglio regionale della Campania. La disposizione di legge regionale prevede l’assunzione o stabilizzazione (senza concorso ) negli uffici dell’assemblea regionale  di circa 60 unità (50% della pianta organica) esterne in arrivo da giunta o enti strumentali (Arcadis, Arpac). Fin qui, nessun problema, se non fosse che da giorni – a quanto apprende RETENEWS24 – sarebbe in atto un vero e proprio pressing sui funzionari regionali da parte di alcuni consiglieri (l’ex presidente Paolo Romano, appena reintegrato, è segnalato tra i più convinti sostenitori della validità dell’innovazione) per estendere il beneficio dell’assunzione (senza concorso) anche ai dipendenti (protette e familiari di politici) di società partecipate (tipo Gori) comandati nelle segreteria dei vari gruppi politici. Un blitz pre-elettorale in piena regola, che avrebbe trovato la ferma opposizione dei funzionari del Consiglio per due ragioni: una di natura economica (il costo peserebbe interamente sul bilancio regionale), la seconda squisitamente etica (si agevolerebbero persone assunte nelle partecipate senza concorso che si ritroverebbero di colpo alle dipendenze di un ente pubblico senza selezione). Da qui il braccio di ferro tra i politici e i burocrati. Domani è in programma un’altra riunione dell’fficio di presidenza per apportare, forse, ulteriori modifiche al nuovo ordinamento degli uffici regionali che, in ogni caso, dovrà passare al vaglio dell’assemblea regionale per la definitiva approvazione. Il tutto entro 60 giorni. In tempo, cioè, per le elezioni di maggio.