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Parroco sotto processo: è accusato di abusi sessuali su un ragazzino

di  Stew Neer  -  21 Luglio 2017

Un nuovo scandalo investe un parroco e, di riflesso, la Chiesa. Ancora una volta una canonica, luogo spirituale e che dovrebbe essere sicuro per l’anima e non solo, diventa il teatro di uno dei crimini più orrendi che possano perpretarsi su di un fanciullo.

Questo, almeno, secondo il Gip di Padova, Margherita Brunello, che ha incriminato un parroco di una delle parrocchie di Monselice. La vittima, anche essa di Monselice, è un ragazzino di quindici anni.

Al parroco sarebbe condizionato un solo episodio: un approcio nel luglio 2016, l’anno scorso, il prelato avrebbe palpeggiato l’adolescente, facendoselo poi sedere in grembo ed infine mimando un atto sessuale.

Il ragazzo, sottrattosi, ha poi raccontato tutto ai genitori che hanno subito deciso di denunciare il parroco scegliendo di essere assistiti dall’avvocato Marta Michelon.

Il religioso, nel frattempo, ha lasciato Monselice in attesa che si chiarisca la questione. Doveva essere trasferito ad altra destinazione ma per volere del vescovo Claudio Cipolla il parroco non è stato ancora riassegnato.

“Non appena appresa la notizia – spiega una nota diffusa ieri dal Vescovato -, lo scorso settembre 2016, la Diocesi è intervenuta con alcune decisioni, per prudenza e rispetto delle persone coinvolte e per permettere al sacerdote di potersi difendere. Pertanto in maniera preventiva il vescovo, già allora, aveva proceduto a sospendere alcuni passaggi previsti all’interno dei normali e consueti avvicendamenti dei parroci e aveva chiesto al sacerdote un periodo fuori Diocesi, in attesa della conclusione del processo a suo carico. Contemporaneamente è partita l’indagine canonica ed è stata informata la Santa Sede. Con l’avvio delle indagini a suo carico, reso noto al vescovo nei primi giorni di settembre 2016, per opportuna prudenza la nuova nomina è stata sospesa immediatamente e il presbitero è stato esonerato da qualsiasi incarico pastorale”.

Ieri, l’udienza preliminare è stata rinviata a settembre. Già fissati i due prossimi incontri: come riportato dal Corriere della Sera il 12 dovrà decidere se utilizzare o meno alcune intercettazioni telefoniche, conversazioni dell’imputato tra il suo psicoterapeuta e il suo padre confessore. Due settimane dopo, il 28, invece, sarà discusso l’abbreviato. CONTINUA A LEGGERE